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venerdì 7 marzo 2014 10:00:00

«Nuova miracolosa macchina, trasforma l’acqua in vino in soli tre giorni».

È il Dailycaller  a darne notizia.

Di primo acchito la notizia ci sembra un po’ datata, pensa che ti ripensa ci sembra che non sia il primo caso del genere, anzi molti di quei “casi” sono stati sanzionati dagli organi di vigilanza.

Poi scorrendo il calendario a ritroso troviamo un esempio ancora più eclatante: lì il vino non fu creato in tre giorni, ma nell’arco di un applauso. Ci riferiamo al miracolo delle Nozze di Cana, cioè il primo miracolo di Gesù raccontato da Giovanni.

Adesso il processo si è digitalizzato ed è presentato come “The Miracle Machine”, e come non poteva essere così: ormai siamo oltre il futuro.

Gli inventori rispondono al nome di Kevin Boyer e Philip James e l’apparecchio in oggetto dovrebbe costare oltre i 500$.

Come funziona il tutto? Così si legge: «È una versione miniaturizzata dello stesso processo con cui si ottiene il vino nelle migliori regioni del mondo. In questo caso l’home wine maker dovrà acquistare alcuni ingredienti di base, come un concentrato di uva e dei lieviti, in alcuni siti web, tra cui anche Amazon.com. Una volta acquistato il kit enologico, si versa nella “macchina miracolosa” e si attende che la fermentazione abbia il suo corso. Di volta in volta il self-enologo controlla il processo produttivo con un’applicazione per smartphone, in dotazione c’è anche un refrattometro per misurare il contenuto di zucchero del mosto e una pompetta per dare aria al liquido».

Non appena saranno disponibili le varie applicazioni, chiunque lo desidererà potrà esaudire la propria voglia di crearsi il vino tra le mura domestiche. A detta degli inventori (e perché non credergli) si potrà disporre di una miriade di uve: Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Sauvignon, Pinot noir, Syrah e via così, come se fossimo in un oceano di vino.

Ultimo dettaglio. Il primo riscontro organolettico ha prodotto questa affermazione da parte degli inventori: «Siamo rimasti sorpresi entrambi da quanto buono fosse il gusto!»

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)