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mercoledì 7 marzo 2018 09:00:00

Ogni anno per il week-end di Pasqua i vigneron di Tonnerre , nello Yonne, mettono in vetrina e fanno degustare i vini del rinato vigneto Tonnerroises. L’evento si chiama “Vinées Tonnerroises”. I vigneti di Tonnerre non hanno mai avuto la giusta considerazione nell’areale Chablisienne, tanto che la differenza di prezzo tra le due zone si aggira intorno al 50%. Tutto sembra essere determinato dalla diversità del suolo, perché qui a Tonnerre l’argilla rende il vino ampio, più “grasso”, rispetto al dispettoso - ma apprezzato - sentore di pietra focaia e di acidità nervosa della valle del Serein. La zona sconta ancora i disastri della fillossera, che ridusse l’estensione dei vigneti da 6000 ettari agli attuali 240, e sicuramente non è stato di aiuto, per i reimpianti, quel differenziale di valore commerciale.

Vincent Thomas, insieme alla moglie, ha preso le redini del Domaine de la Chappe nel 2003. Una sfida a tutto campo con la convenzionalità Chablisienne, restando però fedele ai vitigni del territorio. L’estensione dei vigneti è minima, non raggiunge i 6 ettari, ma ciò non gli ha impedito di creare 12 cuvée.

Joseph è un 100% pinot nero, appellazione Bourgogne, e deve il nome al nonno. Il vino è elaborato partendo da macerazione carbonica, periodo brevissimo, poi seguono tre settimane di macerazione. La vendemmia 2016 titola 12,5% vol. Bando agli equivoci: è un pinot noir che potrebbe presentarsi con un provocatorio... perché io sono differente! E lo è! Davvero! Non certo nel colore, che brilla di quel rubino buccia di ciliegia che fa tanto “noir de Bourgogne”.

È differente perché ha in sé l’innata purezza del “pinoteggiare”: frutti e fiori in abbondanza, come spruzzati da pepe all’aroma di arancia, in un finale finemente resinoso, ma dolciastro e segmentato in un retro-aroma di garrigue. Un vino lontano dal nordico pinot. Ha una succosità fruttata che si trattiene dall’essere quel fresco noir che scivola nel ribes rosso. I suoi frutti sono addolciti, ma non maturi: danno quella sapidità in versione “savouriness” che esalta nel finale il flavor speziato e floreale di rosa e di peonia. Prima di esaltarsi in un’illanguidente persistenza aromatica intensa, rilascia un’accarezzante sensazione tattile pseudo-frizzante che rende la beva stuzzicante.

Ais Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)