Statistiche

  • Interventi (1477)
  • Commenti (0)

Archivi

lunedì 7 maggio 2018 10:00:00

C’è una vera differenza tra il piacere suscitato osservando un dipinto di Leonardo da Vinci e quello procurato dal mangiare del cioccolato o bere del vino? Prima di articolare una risposta, la mente si catapulta immediatamente in uno di quei personaggi della filmografia di Carlo Verdone, che nel pieno non-prendere coscienza dei propri dubbi esordisce con un “in che senso?”.

Ed è proprio il senso di questo interrogarsi sul piacere che sembra attanagliare i neuroscienziati, i neurologi e gli psicologi, tutti insieme alla ricerca di sbrogliare il bandolo della matassa dentro l’umana psiche, non facilmente "sgarbugliabile". Tra neuroni impazziti e impazienti si stanno contraddicendo al limite dell’insensato; così si evidenzia dalla lettura del nytimes.com.

Fate anche voi le vostre considerazioni su queste affermazioni: “il piacere prodotto dall’arte è diverso da quello prodotto dal sesso, dal cibo e dalla droga”. Invece, ciò che genera quello stimolo di piacere non differisce nella sua proiezione psicologica, per cui c’è chi asserisce che “sesso, cibo, droga e arte sono espressioni dello stesso piacere”.

In questa battaglia tra pensatori della psiche è stato tirato dentro anche il vino. Questo, stranamente, evidenzia più convergenze che divergenze, specie se dobbiamo valutare l’affermazione che fa la neuroscienziata Debra Herbenick:mangiare un pomodoro maturo o leggere una prosa non erotica è appurato che provoca un orgasmo”; non in tutti, aggiungiamo noi, e poi il pomodoro è bio? Bene, se dovessimo valutarla, un’ossessione ci assalirebbe.

L’accostamento piacere da vino e piacere da arte è però calato in un contesto psicologicamente contraddittorio e scollegato dalla conoscenza della materia, però validante, perché a loro dire il vino e l’arte piacciono maggiormente per effetto del loro prezzo e della reputazione del creatore. Ciò ci riconduce a una rattoppata antropologia dell’uomo bevitore/degustatore di vino, dove il solo sistema di piacere che gli interessa è valutare quanto sia piacevole o non piacevole quell’esperienza sensoriale.

Se dovessimo tirare la somma di queste evidenze, l’unica sensata via di uscita sarebbe: c’è veramente tanto che gli scientisti del pensiero ancora non conoscono relativamente al piacere, e certamente molto per quello del vino. Noi il rimedio lo conosciamo: iscrivetevi al nostro corso per sommelier; come diceva Pino Daniele è “tutta n‘ata storia”.

Ais Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)