Associazione Italiana Sommelier

 

Il Po, fiume di vita e di eccellenze

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venerdì 9 settembre 2011 12:08:00

Giampietro Comolli propone un unico progetto globale per l'Expo di Milano, invece di tante proposte alternative. Nutrizione, energia sostenibile, sicurezza alimentare, ecoturismo e benessere della vita e della natura nella pianura Padana, attraverso il bacino fluviale e lungo il fiume Po. Dove ogni area tematica esprime e presenta i propri gioielli alimentari, culturali, storici, tecnici, enologici. A breve incontri con le autorità e imprenditori locali nella diverse aree tematiche per illustrare il progetto. Piacenza ha già sviluppato un importante tematismo.

Un biglietto da visita per i visitatori di Expo 2015 essendo un concentrato di eccellenze turistiche ed enogastronomiche, con le produzioni presentate da centinaia di osterie, ristoranti, locande lungo gli argini del fiume. Il Po si presenta come un autentico 'tesoro' per la grande kermesse milanese coi suoi venti milioni di euro gli investimenti, 70 mila posti di lavoro nell'area, circa 140 miliardi di ricavi presunti per le imprese, 20 milioni di visitatori previsti in arrivo in 180 giorni per visitare due milioni di meri quadrati di esposizione. L'Expo del terzo millennio si prefigura come un grande business soprattutto per la pianura Padana, segnata dal Po che coinvolge i territori di quattro regioni, origine e denominazioni di numerose eccellenze culturali e alimentari da far conoscere a iniziare dai vini frizzanti e spumanti, doc e docg, di tutte le colline a sud dell'asta del fiume, da Alessandria a Pavia, da Piacenza a Rovigo, coinvolgendo anche Mantova e Brescia e Treviso, una patria mondiale di bollicine. Un territorio unico al mondo, che ora si trova la centro del progetto 'Un Po per l' Ex Po', ideato da Giampietro Comolli, ad di Altamarca, inserito nel panel progettuale di Aikal, Associazione internazionale cultura ambientale e lavoro solidale.
Comolli, il regista Michelangelo Antonioni disse che il Po è come un tiranno che dà vita e morte. In questo caso è sicuramente fonte di vita intesa come risorsa fondamentale per l'uomo. È così?
«Certamente, ci troviamo di fronte a una grande fiume, con 300 chilometri già navigabili, altri 100 potenziali, 800 chilometri di strade bianche degli argini, flora e fauna caratteristica con la perla del Parco del Delta del Po oasi di pace e tranquillità. Insomma un bacino fluviale, ma anche un 'genius loci' di grande forza per far crescere l'Italia. Con un attracco di arrivo o partenza unico al mondo come Venezia».
Comolli, è una grande opportunità a tutti i livelli?
«In effetti è una opportunità per turismo, arte, cultura, architettura e tutto l'ambiente, paesaggi e agricoltura, prodotti tipici, ricette alimentari e anche l'acqua del grande fiume, protagonista come fonte di energia per coltivare, allevare, produrre e nutrire. Penso al al Delta che è un parco produttivo, è ricco di flora e di fauna unica, che segna il confine fra acqua dolce ed acqua salata, unisce la cultura veneta con quella emiliana».
Non le sembra che il Po sia una risorsa poco valorizzata e che manchi sia dal punto di vista politico e imprenditoriale la volontà di investire di più su portualità e navigabilità con fini turistico-ambientali?
«Certamente, questa prospettiva è assolutamente indispensabile. La mia idea è proprio quella di dare un servizio durante l'Expo e darlo nel modo migliore, ma soprattutto che gli investimenti, gli sforzi di tutti, il grande progetto unitario e di sistema economico-strumentale-turistico diventi anche una occasione per far diventare l'asta del fiume una strada percorribile sempre».
Comolli, per Piacenza che opportunità può essere?
«Per la sua collocazione naturale, Piacenza e il monastero di Bobbio, è stato per secoli uno dei punti nevralgici sulla rotta che da Roma conduceva sino a Compostela e Canterbury, nella cosiddetta "via degli Abati" che si innestava nella via Francigena. Non bisogna dimenticare che, sempre nel piacentino, la via Francigena attraversava il Po a Soprarivo di Calendasco (dove esiste un attracco turistico tuttora in uso) seguendo l'antico percorso dell'Arcivescovo di Canterbury Sigerico. E Bobbio spesso rappresentava un'importante deviazione o addirittura l'inizio di un percorso alternativo. Nel medioevo Bobbio controllava anche la "via del sale" nel percorso che da Genova e le coste della Liguria conduceva a Piacenza e Pavia. Piacenza capitale delle fiere europee. Bobbio e il fiume Po, hanno molto in comune. All'apice del suo potere l'abbazia controllava un territorio che comprendeva possedimenti in Valtrebbia, val Staffora, val Tidone, val d'Aveto, in Liguria, nel Monferrato e nelle Langhe, poi sul Lago di Garda, da Salò a Bardolino, sui Laghi di Mantova, a Piacenza, Ravenna, Genova, Lucca e Pavia. Le merci, soprattutto pesce e carne di conserva e sale, venivano stoccate per la maggior parte nei magazzini di Monticelli d'Ongina da dove lungo il Po venivano commerciate lungo tutto il percorso fluviale».
Un esempio globale che sulle strade dei pellegrini troviamo fonti dei cibi?
«Non c'è dubbio, l'Expo italiano non può prescindere né dalla storia plurimillenaria del nostro Paese né dalle mete e destinazioni da sempre. L'Italia è stata di passaggio, ha unito, ha diviso, ha vissuto regni brevi di grande valore, repubbliche marinare potenti e imperi sacri. La "via del sale" ha unito per secoli il mare mediterraneo con la Padana occidentale, le fiere di Piacenza, è stato un percorso che ha reso celebri e forti luoghi e Longobardi, e il sale è l'elemento naturale della conservazione dei cibi. La "via dei Monasteri", percorso che lega il sacro con il profano, la forza della natura e il modo di domarla, coltivarla, renderla salubre e commestibile con i colombaniani, i cistercensi, i benedettini, con le prime bevande fermentate , non solo vino, ma birra e che per prima fa conoscere Piacenza in Europa in pieno Regno Svevo. La "via del Po", dalle merci che si trovavano a viaggiare sul fiume e i piatti tipici, è l'itinerario naturale cicloturistico maggiore d'Europa ( oltre 1000 km fra le due rive) che ha bisogno di avere un forte sistema di navigazione da diporto, culturale, turistica e enogastronomica. Sul Po si possono creare enoteche, gastronomie e sviluppare le osterie e locande raggiungibili dal fiume, se fosse un Po tenuto!!!»
Comolli, l'associazione Aikal sarà il soggetto istituzionale che proporrà il progetto a Expo. La fase operativa a che punto è?
«Partiamo a breve con incontri importanti con enti privati e enti pubblici come Province e Regioni. Il punto importante è che tutte le regioni e province vicino a Milano hanno l'opportunità di esprime un un proprio asset di specificità in un progetto unico, che deve esaltare le diversità e differenze, in un'ottica però unitaria di grande investimento collettivo. Unire le spese e gli sforzi per contare di più, per pesare di più».

Nella foto Fabrizio Trecca (conduttore di "Vivere Meglio" - Rete 4) e Giampietro Comolli

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://www.aisitalia.it/il-po-fiume-di-vita-e-di-eccellenze.aspx