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venerdì 2 febbraio 2018 09:30:00

Dopo la soia, la melagrana. Lo hanno chiamato Wonderful Strasatti, unendo il nome del frutto della varietà di melograno coinvolta nel progetto e quella della frazione della città di Marsala dove sorge l'Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente "Abele Damiani", titolare del progetto. Il vino, o meglio, la bevanda alcolica alla melagrana, è frutto dell'impegno degli alunni del terzo e quarto anno dell'istituto siciliano, coordinati da Giovanni Agostino Saladino, docente di chimica enologica e direttore della scuola. La bevanda nasce dalla spremitura dei semi di melagrana della varietà Wonderful, lasciata fermentare tramite inoculazione di lieviti selezionati del genere Saccharomyces cerevisae. La scelta della melagrana non è dettata dall'estro o da un desiderio di originalità a tutti i costi, ma dall'attenzione al territorio, essendo la zona di Marsala e Trapani tra quelle a più alta densità di alberi di melograno: "la scelta del melograno - spiega Saladino - è stata dettata dalla crescente produzione del frutto nel territorio marsalese, tant'è che i semi usati per realizzare il vino sono stati forniti da due alunni, figli di imprenditori agricoli".

In grande spolvero, la melagrana vive da qualche anno il suo momento magico, spinta dalle leve del marketing salutistico: questo frutto, infatti, è ricchissimo di vitamina C e vanta utili proprietà antinfiammatorie. Lo stesso Damiani, quattro anni fa, ne aveva tirato fuori, assieme ai suoi studenti, un succo concentrato a scopo terapeutico. Difficile, anzi, impossibile, che il Wonderful Strasatti venga mai definito vino: vino al melograno rimarrà sempre e solo espressione informale, esclusa da qualsiasi futura etichetta commerciale. Eppure bevande fermentate al melograno ne esistono già, e da secoli: Egizi e Greci usavano già fermentarne i chicchi e berne il succo. Il leader della produzione di melagrane di qualità è l'Azerbaijan, mentre le bevande alcoliche al melograno sono tipiche e assai comuni in Armenia e Israele, dove, lontani dalle restrizioni del Regolamento Europeo CE 479/2008, è possibile imbottigliarle e qualificarle come vino. Una passione, quella per il vino di melograno, in crescita nei paesi CSI e in Europa dell'Est; moda o business di lunga durata, però, difficile dirlo. Per un colosso azero come Az-Granata, ancora indeciso se destinare le proprie melagrane alla produzione di bevande alcoliche, c'è una cantina israeliana, la Rimon Winery, già disponibile a offrirne versioni maturate in barrique o spumantizzate. Unicuique suum... a ciascuno il suo vino. Il Wonderful Strasatti ha ancora tempo per decidere quale strada percorrere. 

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)