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martedì 18 dicembre 2018 09:30:00

Che tra arte profumiera e vini ci sia un rapporto stretto è cosa intuitiva. Se nella prima il senso stesso della propria esistenza è insito nell'oggetto della propria produzione - i profumi appunto -, tra i motivi per cui ci si avvicina ai secondi figura l'ebrezza di coglierne le fragranze, magari mettendole in relazione con i vitigni e le zone da cui provengono. 

L’Associazione Italiana Sommelier, nella persona di Nicola Bonera, già Miglior Sommelier d'Italia 2010 e consulente per importanti cantine, ha pensato bene di avvicinare ulteriormente i due mondi, e lo ha fatto  durante un evento organizzato da Solidus, l’associazione che riunisce le principali associazioni dedicate all’ospitalità in Italia.

Tanti, secondo Nicola, i punti in comune, a partire dal miracolo del vino, così simile, coi suoi variegati riconoscimenti, all'arte di assemblare le essenze dei grandi maestri profumieri. ​Come accade con certe fragranze poi, anche certi vini evocano sentimenti strani, persino contrastanti; in molti casi grandi emozioni, come accade quando si coglie nell'aria un profumo inebriante. E non è forse vero che l'arte profumiera stessa, col suo bisogno di fornire piacere a chi ne usa qualche goccia per sentirsi più attraente, è così simile a quella enologica, nate entrambe per cogliere in un recipiente il miracolo odorifero che la natura compie ogni giorno? 

Da queste domande nasce l'evento, in collaborazione con The Merchant of Venice, nota maison di fragranze d’eccellenza. Una platea di una quarantina di persone ha potuto assistere a una degustazione atipica; due vini, un bianco dell’Alto Adige ottenuto dal vitigno gewürztraminer ed un rosso della Romagna ottenuto con sangiovese, sono stati avvicinati a otto profumi, creati dalla casa profumiera, alla ricerca di punti in comune. 

L’approccio olfattivo tra una fragranza ed un vino - dice Nicola - è molto simile: in entrambi i casi si odorano le note iniziali, dette di testa, poi i profumi lievemente meno intensi, detti di cuore, e le sfumature finali più garbate, dette di fondo. Nei vini bianchi è piuttosto normale e frequente trovare sfumature di fiori e frutti freschi, agrumi e frutta bianca a polpa succosa, spezie delicate ed erbe aromatiche appena colte, come nel Gewürztraminer 2016 di Ritterhofforse il più intenso, il più ricco di sfumature floreali e speziate. Sentori analoghi a due delle etichette veneziane: il Rosa Moceniga, con le sue sfumature di rosa, limone, magnolia, fior di loto, vaniglia e muschio e il Suave Petals, con bergamotto, pesca, fiori d’arancio, rosa bianca e finale di patchouli. 

La terza fragranza, da donna, La Fenice, con le sue note più delicate di mandarino, biancospino, fiori di mandorlo e vaniglia - secondo Nicola - ha mostrato punti in comune con vitigni bianchi più delicati, come il pinot bianco, l’arneis e il nuragus. La quarta, da uomo, Venetian Bluecoi suoi ricordi di bergamotto, mela, limone, ananas, pepe bianco, betulla e muschio potrebbe essere affiancato, invece, a vitigni semi aromatici quali kerner, riesling renano o grüner veltliner.

Anche il Romagna Sangiovese Superiore Riserva Thea 2015 dell’azienda Tre Monti ha rivelato i suoi caratteri più tipici: note terziarie, speziature più intense, caratteri tostati e un fruttato orientato a una maggior evoluzione e lavorazione, come le confetture o la frutta allo sciroppo o sotto spirito. A parere di Nicola, tra le fragranze che hanno proposto profumi analoghi a quelli del sangiovese ha giocato un ruolo rilevante Arabesque, con le sue rivelazioni di zenzero, prugna, foglia di tabacco, cannella e legno di cedro.

Più potente e tostato, vicino ai caratteri di un syrah o di un nero d’Avola il Mystic Incense: caramello salato, frutta secca, legni, incenso e cacao. LAndalusian Soul, invece, con i suoi aromi di acacia, ambra, rum, vaniglia, affumicature e balsamicità, si colloca a metà strada tra un rosso molto evoluto, magari a base nebbiolo, e un vino dolce da vendemmia tardiva.

Un'esperienza didatticamente preziosa, perché - conclude Bonera - mettere gli aspiranti degustatori davanti a un profumo inserito all'interno di una fragranza profumiera rende più semplice il suo riconoscimento anche nel vino. Non resta che attendere un secondo appuntamento.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)