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giovedì 31 marzo 2016 10:30:00

Si è enfatizzato molto su alcuni siti internazionali sul fatto che l’Italia abbia superato la Francia in termini di quantità di produzione nel 2015, tanto che a conti fatti affermano che 1 bottiglia su 5 nel mondo arriva dall’Italia. Si è dato vasto eco al fatto che il Prosecco abbia sorpassato lo Champagne nel numero di bottiglie e si è dato anche risalto alle performance di prezzo dei “grandi” rossi d’Italia: Tignanello, Masseto, Sassicaia, Monfortino di Conterno e Monprivato di Mascarello, tanto per citarne alcuni. I prezzi sono volati, ma in volo non ci sono rimasti, perlomeno se valutiamo i premi di “Cellar in the Sky” 2015, in altre parole i premi a quei vini inseriti nella carta di prima classe e business dalle 35 compagnie aeree entrate nella competizione. Tra le compagnie di bandiera delle nazioni produttrici di vino d’élite erano presenti l’Air France, Alitalia, Lufthansa, Austrian Airlines e Qantas, mancava Iberia; c’era American Airlines, ma non può certo equipararsi alle europee in fatto di attinenza al vino.

Or dunque, per quanto concerne l’Italia, non abbiamo raccolto nemmeno le briciole sul tavolinetto, sia come compagnia aerea, sia come produttrice di vini. La sezione vini rossi è stata appannaggio della Francia con Château Clerc Milon servito dalla Korean Air, Châteauneuf Du Pape Lavau per American Airlines e Côte-Rôtie Brune et Blonde de Guigal, servito da Malaysia Airlines. Nel vino bianco spicca il Corton Charlemagne d’Ardhuy servito dalla British Airways, la Qantas è stata premiata per la scelta dello Yarra Valley Chardonnay Oakridge, bell’esempio questo di attenzione verso la produzione domestica; infine ancora Sauvignon Block 21 Saint Clair Marlborough servito da Qatar Airways e Margaret River Chardonnay Felix per Garuda Indonesia. I vini spumanti premiati sono tutti Champagne e spicca il Dom Pérignon 2004 di Singapore Airlines. Anche se cerchiamo gloria italica nella business class restiamo a bocca asciutta; c’è l’Argentina, c’è il Canada con il vino dolce, c’è la Germania e il Portogallo con il Porto. Vino italiano: zero tituli.

Da una parte costatiamo che Alitalia non raccoglie onori, ma nemmeno l’Air France sembra possedere un selezionatore ideale per comporre  la propria top wine list; ciò non ci rallegra, però sappiamo quali criticità siano presenti nella compagnia tricolore, anche se la nuova proprietà Ethiad nel 2014 e nel 2013 un premio se lo prese. Ci sfugge il perché non riusciamo a gettare tra le nuvole qualche rosso d’eccellenza nelle compagnie che dedicano più attenzione al vino, come Singapore Airlines, Cathay Pacific, Korean Air, Qatar Airways, Air Astana, Philippine Airline ed Eva Air di Taiwan: eppure il vino italiano è in forte crescita di appeal e non teme rivali.

Che dire, forse ci stiamo avviando al gate, però, come titolava Gaber, anche per oggi non si vola!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)