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Il vino può salvare il nostro cervello?

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giovedì 15 settembre 2016 09:15:00

Bello questo interrogativo. Sfidiamo gli avventurosi a produrre una logica tesi a conforto del sì, e i più meditativi ad avvalorare una controtesi sul no. Risultato finale? Più no che sì… e anche qualche “ni”. Nonostante ciò, e nonostante il dover costantemente consapevolizzare l’assunzione di vino (alcol in generale), come se fosse una recente scoperta che “il troppo storpia”, non è infrequente che la medicina si dedichi all’analisi di una delle bevande a base di alcol (ehilà… moderato) più diffuse. L’ultima in ordine di apparizione riguarda l’effetto del vino nei confronti della protezione verso Alzheimer e Parkinson. Questo non rappresenta quello che si potrebbe ottimisticamente intendere un invito all’assunzione del vino, è un discorso che investe alcune complementari situazioni di analisi e di approccio al prodotto.

In sostanza sul Nypost.com è stata pubblicata una sintesi di uno studio riportato su “Frontiers in human Neurosciences” che afferma (con le dovute super cautele) che i sommelier che possiedono un acuto senso, una sottile sensibilità all’olfatto avrebbero una maggiore probabilità di prevenire Alzheimer e Parkinson. Lo studio indirizza a pensare che sviluppare quella parte di memoria chimico-sensoriale, che miscela la selezione, il giudizio e l’estrazione delle sensazioni olfattive e gustative del vino allarga quella sezione del cervello più resistente a quelle malattie: soprattutto il senso della discriminazione e logicità dell’indagine olfattiva.

Quindi non è tanto bere il vino, ma degustarlo con attenzione per descrivere il percorso organolettico che si genera attraverso stimolo-sensazione-percezione riferito all’indagine olfattiva, che procurerebbe una certa resistenza a sviluppare quelle malattie. Messa così la sorpresa è sorprendente e saremo ancor più sorpresi, in positivo, se il proseguimento dello studio confermerà in via definitiva e scientificamente riconosciuta che tutto questo ha davvero un valore salutistico. Nel frattempo continuiamo a odorare.

AIS Staff Writer

 

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