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martedì 13 settembre 2016 09:00:00

Il cammino dell’estate sta avviandosi incontro alle prime ombre dell’autunno, le giornate stanno diventando sempre meno luminose, le briosità e le bizzarrie enologiche dei mesi estivi stanno esaurendo le apparizioni nei party, nelle feste sulla spiaggia, negli aperitivi. La nuova stagione, quella che s’incuneerà nell’inverno, troverà nuovi cambiamenti negli indirizzi del consumo del vino, le pietanze si faranno meno soleggiate e i gusti saporiti e sostanziosi inizieranno a far parte della dieta quotidiana. Le frivolezze enologiche diverranno ben presto un ricordo, magari impresso nei sorrisi che furono, e i nuovi annunci faranno capolino sul mercato. Già qualcuno ha annunciato il suo arrivo, sulla scia di un rinnovato interesse e delle nuove curiosità delle ultime generazioni, attirate da quei prodotti che possono spargersi nel pianeta non solo in modo virtuale, tra questi c’è di nuovo il Whisky.

Sull’attuale palcoscenico s’è riposizionato lo Scotch, dopo qualche anno di intermezzo dei distillati del sol levante, ed è la Glenfiddich a bucare il video del mercato con l’esperimento di un Whisky Single Malt che sosta in botti di legno in cui sono state appositamente allevate delle birre India Pale Ale, brassate con diverso grado di luppolo e quindi di differente struttura. Il contatto tra le birre e le botti di legno americano s’è prolungato quel tanto che si rendeva necessario per dar modo al legno di assorbire il flavor delle birre, per poi ricederlo al Whisky una volta immessovi. L’intenzione della Glenfiddich è di giocare con i sapori del distillato e del fermentato d’orzo, nonché del legno che ha assorbito gli aromi e i flavor delle birre. Il risultato è annunciato come abbastanza eccitante e sorprendente, perché il Whisky sprigiona un profumo di buccia di limone, di vaniglia quasi zuccherata e un erbaceo fresco e rinfrescante che vira diritto al luppolo. È un Whisky che oscilla tra l’inusuale e l’insolito, da una parte rinuncia un po’ al suo tono austero e convenzionale, dall’altra dà un’idea gusto olfattiva fregoliana, e giocando su questo spiritato ed estemporaneo equivoco tenta di attirare tutto un fresco e giovanile modo di curiosi neofiti. Al piacere di incontrarlo… don’t you?

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)