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martedì 19 agosto 2014 09:00:00

Ormai non sorprende più di tanto che un Whisky distillato in Giappone giunga a essere premiato con il migliore al mondo. È accaduto altre volte e ciò testimonia una rigorosità di lavoro da parte dei giapponesi da far invidia anche i distillatori scozzesi.

Ma il tutto non nasce a caso, nasce con una programmazione, all’epoca visionaria, voluta da  Settsu Shuzo, ma condotta in porto, con certosina fatica, da MasatakaTaketsuru.

A lui si deve la prima distillazione di Whisky  in Giappone nel 1924, a lui si deve la fondazione della Nikka Whisky con le due postazioni di Yoichi e Miyagikyo.

Impara l’arte e mettila da parte, dicevano anni fa i nostri “vecchi”, e qui in Giappone una volta imparata l’arte l’hanno messa così bene da parte che è diventata davvero “arte” quella del distillare singolo, e non solo, perché anche quella del blending non è da meno.

Alla Nikka Whisky Distilling non si sono limitati a lavorare il distillato nella purezza del malto (“single” o “pure” che sia), si sono specializzati con successo anche nel blend.

Nikka from the Barrel è un Whisky a doppia maturazione in legno e la materia impiegata è orzo e altro/altri cereali non specificati.

La parte iniziale dell’affinamento avviene separatamente, cioè ogni distillato fa un percorso a sé; una volta che le due entità alcoliche hanno raggiunto un loro punto di maturazione ottimale, ecco che arriva il blend, ovvero si miscela il distillato di malto con quello di cereali. Questa miscela non va in bottiglia – come accade per tantissimi blend – ma torna in botte di legno, cioè si sposano e fanno un po’ di luna di miele prima del successivo imbottigliamento.

Diventa un Blend Whisky particolare, perché frutto di un imbottigliamento “single barrel” ma non single cereale.

Nikka from the Barrel ha il colore della crosta di un croccante lucidato a nuovo. Ha profumo caldo di foglia di tabacco, di un fumé che sembra la fornace di una pipa di radica, di scorza di agrumi intrisa di cognac antico, di mandorle imbibite di miele amaro; l’effetto amaricante sembra da torba, ma non ci scommetteremmo. Comunque non dà l’impressione di un blended, assolutamente. Nonostante la gradazione di 51.4%, l’effetto calore/caldo è tutto in equilibrio, perché non crea disidratazione, non crea effetto aghi, ma aiuta la consistenza del volume liquido a scivolare come uno spessore oleoso e plasmare una specie di sottile sciropposità e lascia un finale riconciliante con la tostatura delle mandorle, delle nocciole e ancora uno spunto conclusivo di foglie seccate tipo alloro e leggerissima resinosità.

Nikka Whisky Distilling ha creato whisky che hanno sbaragliato il campo, giungendo sui gradini più alti della scala qualitativa, e lo dimostrano anche in questo blend. Attenzione: da non servire on the rocks.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)