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mercoledì 31 luglio 2013 15:15:00

Sembra un vero e proprio paradosso che questa striscia di storici vigneti incuneata tra i monti Vosgi e il fiume Reno, da sempre ancorata a una storicità di tradizioni e di purismi enologici, stia dando segnali di trasgredire un pochino dalle antiche e gloriose impostazioni enologiche.

Eppur qualcosa si è mosso.

I vini Alsaziani sono per natura dai contorni un po’ celtici e legati anche a reminiscenze germaniche, per cui, pur nella semplicità, si rendono visibili perfino con etichette goticheggiante e arabescate, molto ricollegabili a un secolo enologicamente lontano.

La filosofia qualitativa è tutta focalizzata sui quattro vitigni nobili: Pinot gris, Riesling, Gewürztraminer e Muscat. Dall’esaltazione e dalla valorizzazione del fruttato sono partiti alla conquista di molti mercati, allargandosi anche ai nuovi continenti con gusti gastronomici anche poco affini alla celebrata freschezza.

C’è quindi una linea di demarcazione netta, che recide il vino di qualità dal vino semplice, questa linea è il mono varietal. Gli uvaggi sono sempre stati prodotti in versione standard, dapprima usando il solo termine “Zwicker” (miscela, e non sempre la stessa), poi vi aggiunsero “Edel”, cioè nobile, per evidenziale la presenza dei vitigni nobili, anche in misura insignificante. Diverso è il discorso di “Gentil”, che deve avere almeno il 50% di vino da vitigni nobili, mentre le altre uve sono Chasselas, Sylvaner e Pinot Blanc.

Quest’anno una Maison storica, la Dopff & Iron, ha creato un avamposto organolettico per lanciare un attacco alla generazione degli under 35 and over 25. In questa fascia di consumo c’è più attenzione al packaging, all’allontanarsi dal consueto e dal già visto, c’è la ricerca di nuovi appeal e un’intenzione di essere osservati nell’originalità.

 Il vino si chiama Double Impact, quindi un nome per niente alsaziano. Il blend prevede l’uso del Riesling Renano tra il 45 e il 55%, la differenza è tutta Pinot Gris. Con questa cuvée si intende abbinare la mineralità del Riesling alla gentile espressione fruttata del Pinot Gris, per creare un immediato equilibrio gusto olfattivo e andare incontro a tutti i sapori della cucina etnica e fusion che tanto attira il gusto dei giovani.

Alla fine, per mostrare un’Alsazia diversa, anche la bottiglia è stata reinterpretata, non più il classico verde, ma un blu turchese quasi ottico. Così va, il nuovo visibile del bere.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)