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giovedì 4 ottobre 2012 14:30:00

La famiglia Nomblot fa barrique dal 1922 e si è spesso distinta nel modellare questo contenitore in forme alquanto curiose e funzionali, come quello cubico, quello piramidale, quello superconico e quello a forma di uovo: “Ovum”.
Quest’anno Michel Drappier,  Drappier family winemaker, ha usato il nuovo fermentatore in legno a forma di uovo che porta il nome di Taransaud.
La Maison Drappier, che ha base nell’Aube, ha deciso di comprare questa grande botte, costo 30.000 €, per produrre lo Champagne Premium Grande Sendrée, una cuvée de prestige che raggiungerà il mercato nel 2018. L’uovo, con capacità di 2.400 litri, è stato riempito con Pinot Noir per il 55% e Chardonnay per il 45% (classicamente Champagne). Secondo Michel Drappier la forma a uovo della botte rappresenterà un surplus organolettico per affinare il vino.
Grande Sendrée è un vigneto storico, fiore all’occhiello dell’azienda, da cui sono sempre state ottenute cuvée di un certo pregio e nel 2012 la vendemmia è partita il 26 settembre.
Ancora non è possibile fare commenti sulle potenzialità qualitativa della cuvée, lasciamo il commento a uno scrittore in erba, un certo Alessandro Manzoni e al suo «ai posteri l’ardua sentenza».
La quotidianità di questo mese di ottobre ci spinge a commentare che non vorremmo che questo Taransaud fosse il soprannome dell’Uovo di Colombo, che sappiamo tutti essere una specie di “bufala” popolare per niente ascrivibile a Colombo il navigatore, che ebbe a che fare con le caravelle, non con i pollai, né tanto meno con le barrique.
Raccomandiamo a Drappier di pensare bene la data di dégorgement di questa cuvée Grande Sendrée, prevista per il 2018. Siccome l’uovo è il protagonista, non vorremmo che pensassero di farlo nel giorno di Pasqua. Cadrà il 1° aprile, e come saprete, è anche il giorno dei fatidici “pesci”, per cui ci potrebbe essere il rischio che anziché trovare una sorpresa dentro l’uovo ci si trovi un pesce appeso alla schiena. Comunque vada, accoglieremo la cuvée dell’uovo con il ritornello del grande Rino Gaetano nella canzone Gianna: chi vivrà vedrà!


 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)