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giovedì 20 settembre 2012 14:25:00

Questa è una notizia utile per gli appassionati della Borgogna, per coloro che seguono regolarmente la nascita delle nuove denominazioni; e una nuova denominazione in Borgogna fa davvero notizia, perché sembrava che il fatidico numero di 100 non dovesse scaramanticamente essere oltrepassato.
Invece dal millesimo 2011 (il 24 novembre è uscito il decreto) si potrà trovare sul mercato l’A.O.C. Coteaux Bourguignons, infatti nello scorso mese di maggio sono uscite le prime bottiglie. I vitigni autorizzati sono Pinot noir, Gamay, Chardonnay, Aligoté, César e Tressot. Le versioni comprendono il rosso, il bianco e il rosato, ed è prevista la monocultivar  e l’assemblaggio. Il territorio di produzione è alquanto esteso perché va da Auxerre fino al Beaujolais e sostituirà l’A.O.C. Bourgogne Grande Ordinaire, che già nel nome dava l’idea di qualcosa di scarsamente qualitativo.
È nella versione in rosso che si possono avere delle curiose miscele e delle situazioni un po’ eccentriche. Per esempio un vino ottenuto con solo Gamay nel territorio del Beaujolais può essere etichettato come Coteaux Bourguignons, oppure un vino ottenuto da 60% di Pinot noir di Borgogna e  da 40% di Gamay da Beaujolais può rivendicare uguale denominazione.
L’A.O.C. Coteaux Bourguignons darà la possibilità al produttore di cucinare il proprio vino miscelando le uve rosse a suo piacimento, cosa che non potrà più fare il vignaiolo nell’A.O.C. Bourgogne. Quest’ultima ha infatti subito una restrizione nell’assemblaggio, operazione questa vista di buon occhio da tutti.
Adesso per avere diritto all’A.O.C. Bourgogne è necessario che almeno il 70% del vino sia stato ottenuto da uva Pinot noir.
Quindi da una parte si ha una riqualificazione della A.O.C. Bourgogne, con possibilità di attrarre le aziende a salire qualche gradino in qualità, dall’altra sparisce la brutta parola “Ordinaire”, anche se per dovere di cronaca va detto che ormai l’appellazione Grande Ordinaire si era disciolta. Il Coteaux Bourguignons dovrà crearsi un proprio appeal. Intanto è partito da un prezzo accessibile a tutti, da 5 a 7 euro franco cantina e il primo flusso di vino che ha annaffiato il mercato nel 2011 è stato di 60.000 ettolitri.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)