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mercoledì 12 dicembre 2018 10:00:00

Forse il nostro Bordeaux non conterrà mai carignan, né i Borgogna ammetteranno invasioni di grenache, ma qualcosa nella viticoltura francese sta evolvendo, e da un po'. Il cambiamento climatico è un dato di fatto, e l'INAO (Institut national de l'origine et de la qualité) lo sa. La rivista Nature, all'inizio del 2018, lo aveva dichiarato a chiare lettere: dovremo coltivare vitigni diversi da quelli attuali, allargando lo spettro delle varietà e impegnandoci a favore di uve meno considerate, pena la scomparsa progressiva della viticoltura.

Così, da oggi, i viticoltori francesi sono invitati a coltivare, all'interno dei propri terreni AOC, anche varietà non ammesse dai singoli disciplinari, a patto che siano in grado di dimostrare come la scelta dipenda esclusivamente da vantaggi relativi alla sostenibilità ambientale o alla disposizione della cultivar ad adattarsi alla situazione climatica attuale. Il via libera dell'Istituto non è un via libera all'anarchia vitivinicola, anzi: solo il 5% dei singoli vigneti di proprietà potrà essere oggetto di prove; 10% la massima percentuale di vino proveniente da quei vitigni e autorizzato a finire in bottiglia. I viticoltori potranno scegliere di piantare qualsiasi uva da vino riconosciuta dalla Francia, inclusi gli ibridi autorizzati, come artaban, vidoc, floreal e voltis, ma nessuna informazione sul loro impiego potrà essere divulgata al pubblico, né sui siti né tantomeno in etichetta.

Per il resto, un programma a lungo termine, che concede fino a vent'anni di libera sperimentazione ai volenterosi; un periodo durante il quale l'organismo monitorerà attentamente le evoluzioni, per raccogliere dati preziosi per il futuro. "Dedicheremo particolare attenzione ai temi dell'adattabilità a lungo termine, della resistenza alle malattie, e dunque della ridotta necessità dei pesticidi, così come alla capacità delle uve di sviluppare un moderato tenore alcolico e di resistere alla siccità": così Philippe Doumenc dell'INAO. Al termine della sperimentazione, i casi di successo potrebbero determinare un mutamento all'interno dei singoli disciplinari. Allora, e solo allora, le sorprese potrebbero non mancare,

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)