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martedì 6 settembre 2016 10:00:00

Riprendiamo un interessante report apparso nel 2015 che analizzava l’acquisto del vino leggendo la controetichetta.

Com’è noto, molti la chiamano affettuosamente “bugiardino”, semplicemente perché non ci sarà alcun produttore che descriverà le pur minime criticità organolettiche del proprio vino.

Ciò premesso, lo studio è stato condotto perché analizzando il mercato americano c’è un buon numero di acquirenti  che vaga tra gli scaffali ed è accecato da etichette, prezzi e da una pressante necessità di portare a casa un vino spendibile per la sua qualità. Il passo successivo è questo interrogativo: le note descrittive della controetichetta aiutano? Ci sono dei descrittori che possono marcare la differenza (nell’uso) tra un vino di bassa qualità e un vino di alta qualità? Mark Allen, psicologo ad Harvard, ­­ha raccolto le descrizioni nelle contro etichette di 75.000 vini, attingendo da Wine.com, il maggior venditore online di vino negli USA. Egli ha assegnato le singole parole delle note ai due differenti segmenti di qualità e ha estrapolato quelli più usati in ogni singolo livello qualitativo, il tutto è stato anche correlato al punteggio del vino: basso punteggio, ipoteticamente da 60 a 80, alto punteggio da 80 a 100.

Nei vini bianchi valutati tra 60 a 80 punti tra i termini descrittivi più frequenti troviamo sapore rinfrescante, elegantemente, saporito, piacevole, maturo, lieve, completamente, banana, toffee, oaky e informazioni sul cibo da abbinarvi.

Nei vini bianchi valutati tra 80 e100 punti tra i descrittori più impiegati si trovano artigianale, raffinato, floreale, multistratificato, piacevolmente, pesca, varietale, in evoluzione, sottoposto a, tonalità.

Nei rossi catalogati tra 80 e 100 punti sono frequenti: raggiungerà, caffè, sottolineare, elegante, stratificato, potente, vigoroso, complesso, con flessibilità morbida, sorprendente. Tra i 60 e gli 80 punti la frequenza descrittiva è per polposo nel frutto, fruttato, leggero, morbido, rinfrescante, valore e il cibo che accompagna.

Questa prima parte riguarda le descrizioni della controetichetta che escono dalle community, mentre i professionisti del vino così si esprimono.

Vino bianco tra 60 e 80 punti, parole più usate: uva spina, pompelmo, ananas, cremoso, fresco, tropicale, interessante, carattere, ananas, valore, pulito, nocciola, cibo.

Vino bianco tra 80 e 100 punti, descrittori più impiegati: grandissimo, eccezionale, puro, non filtrato, minerale, vigneto, crus, facilmente, limpidezza, perfezione, brioche, possiede.

Nel rosso tra 60  e 80, sempre i professionisti, usano con frequenza: morbido, medio corpo, fruttato e frutto, varietale, prugna, medio, maturo, rubino, rosso, valore e nomi dei cibi.

Tra 80 e 100 punti i più usati sono: grafite, straordinario, purezza, denso, cuvée, minerale, decenni, terroir, vigneto, potente, possente, vendemmia, tessitura cremosa.

A parte le sottigliezze descrittive tra le serie qualitative del vino, un punto importante di diversità è la presenza nei vini non d’alto lignaggio delle indicazioni di abbinamento, e l’autore evidenzia che il suggerimento più consueto è “pasta”.

La strategia adottata, sempre secondo l’autore, è che se manca qualcosa di interessante e di buono da dire sul vino, parlare del cibo che può accompagnarlo (e magari coprirlo) diventa un salvagente (pardon, un salvavino), e poi, mal che vada, almeno s’è mangiato.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)