martedì 20 giugno 2017 15:00:00

Da molti anni l’Associazione Culturale Club Magnar Ben, con il presidente Maurizio Potocnik in prima fila, si occupa della valorizzazione dell’Alpe Adria, la macroregione europea che comprende quattro stati e una decina di regioni, estendendosi dalla pianura Padana lungo l’Alto Adriatico e il Nord-est d’Italia, fino a comprendere Austria, Slovenia e Croazia. Un coacervo di storie, lingue, climi e tradizioni, con panorami che spaziano dal mare alle cime innevate, e culture che si diversificano o si riuniscono, sulla tavola.

Ancora una volta la guida Magnar Ben Best Gourmet, giunta alla 21° edizione, ha evidenziato i portavoce di queste tradizioni nella ristorazione e tra i produttori vitivinicoli, zona per zona, recensendo 350 ristoranti e 150 vini. Per la quinta volta, inoltre, ha attribuito un premio speciale ad alcune insegne e a vini di particolare pregio. Giovedì 15 giugno, presso la Terrazza Mare Marcandole, proprio di fronte al faro, si sono pertanto succeduti i vincitori degli Awards Best of Alpe Adria per ritirare il meritato riconoscimento.

Accanto agli Awards assegnati al mondo della ristorazione e del vino, è stato tributato un premio speciale alla rivista nazionale “Vitae”, edita dall’Associazione Italiana Sommelier.

Grande la soddisfazione del Presidente nazionale dell’AIS Antonello Maietta: “Dedico il premio a tutti coloro che collaborano attivamente alla realizzazione di questo prodotto editoriale, di cui sono estremamente orgoglioso. E ai quarantamila Soci di questa Associazione, che hanno il privilegio di riceverlo direttamente a casa e di poterlo conservare nella propria libreria. Desidero ringraziare, in modo particolare, il direttore editoriale Roberto Bellini e il responsabile di redazione Emanuele Lavizzari, oltre a coloro che scrivono per divulgare la conoscenza del patrimonio enogastronomico dell’Italia e del mondo intero. Un plauso va in particolare al nostro vulcanico art director Davide Garofalo, che insieme a Francesca Lanaro cattura l’essenza di ogni scritto e lo trasforma in immagini di grande suggestione.

Il nome di questa rivista trimestrale evoca l’universalità delle cose e chiama in causa valori condivisi. Si pronuncia ‘vite’, come la nostra amata pianta, ma è scritto vitae, come il plurale e il genitivo latino del termine vita, ae. La ‘t’ del nome traduce graficamente la forma e l’espressione di una vite, un guyot, un simbolo che rappresenta tutta la forza iconografica dell’intero progetto editoriale, comprendente anche la Guida ai vini d’Italia. Dal punto di vista semantico, il nome è una classica sineddoche: parla di vite in senso tecnico, e in senso più ampio della vita del vino, del suo mondo, di storie raccontate, di vite e di esistenze, quelle dei suoi attori. In altre parole, una rivista di vite e di vita a essa dedicata. Questo, secondo noi, è fare cultura del vino”.

 

 

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)