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giovedì 10 gennaio 2019 11:00:00

Se avete frequentato i negozi Ikea durante il periodo natalizio conoscerete perfettamente la politica di riciclo dell'azienda: chiunque abbia acquistato un albero da addobbare per le feste, può riconsegnarlo, e ricevere in cambio un buono di pari valore. Gli alberi, tutti provenienti da coltivazioni in serra, verranno poi trasformati dalla casa svedese in compost per i campi. Un birrificio olandese prima, e una distilleria estone poi, hanno deciso di fare un passo avanti, e di trasformare gli alberi di Natale in bevande. 

La Løwlander, fondata ad Amsterdam un paio di anni fa da Frederik Kampman, già distillatore di gin nel Regno Unito, ha lanciato una campagna di raccolta a domicilio di alberi: "ogni dicembre - dice Frederik - almeno due milioni e mezzo di alberi veri portano un po' di spirito natalizio in ogni casa. Con l'anno nuovo la maggior parte di loro diventa ceppi per falò, quando non finiscono abbandonati per strada. Noi abbiamo trovato un nuovo modo di riutilizzarli: ci facciamo la birra." Una raccolta in grande stile, per la quale la birreria ha chiesto e ottenuto la collaborazione del RAI Convention Center di Amsterdam, dei Giardini Botanici, di diversi ristoranti e bar della città, e di semplici cittadini volenterosi, che hanno donato i loro alberi dopo il periodo festivo.

Il risultato è una originale White IPA da 5 gradi, prodotta con aggiunta di aghi di abete rosso (600 chili per la prima produzione) e bacche di ginepro, già donata in anteprima a tutti i volenterosi collaboratori, compresi quelli che, pur non avendo alberi da regalare, perché trattati, danneggiati dalle stufe o comunque non ritenuti compatibili, hanno voluto partecipare in denaro. A tutti loro, in cambio, un cesto di birra e di prodotti ricavati dalle parti degli alberi non utili alla birrificazione, specialmente formaggi e patatine, rigorosamente affumicati con il legno degli abeti recuperati.

Qualcosa di simile accade in Estonia, dove la distilleria Lahhentagge userà, per il secondo anno consecutivo, l'albero di Natale della città dove ha sede lo stabilimento, Kuressaare, nell'isola occidentale di Saaremaa, per produrre un'acqua tonica di abete e cardamomo. Secondo il fondatore dell'azienda, Maarit Pöör, quell'albero di oltre 16 metri, anche lui un abete rosso, ha vissuto nelle condizioni ambientali ideali per diventare una corroborante bevanda estiva.

E in Italia? Gli abeti rossi sono diffusi lungo tutto l'arco alpino; distillerie e birrifici, poi, di certo non mancano. Non resta che aspettare. 

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)