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giovedì 25 agosto 2016 10:00:00

Le Isole Canarie: spiagge, sole, windsurf, tuffi, scalate e il carnevale di Santa Cruz e poi... il vino.

Il 1° settembre 1730 la terra esplose a Timanfaya, dando vita alla più straordinaria e distruttiva eruzione delle Canarie; alla fine tutto fu coperto da cenere e da lava,  la fertilità della pianura di Lanzarote scomparve con il cambiamento del paesaggio, da quel momento iniziò la costruzione di un nuovo territorio, un terroir viticolo di straordinaria e unica drammaticità in fatto di bellezza. La terra fu scavata, si fecero dei “buchi”, dei veri e propri micro crateri, e negli incavi ci piantarono la vite, e quella crebbe, a fatica vegetò, ma resistette al caldo e al vento. Così in questo agosto vacanziero possiamo parlare di uno dei suoi vini, uno dei più semplici ed eccentrici, la Malvasia di Lanzarote o meglio “Malvasia Seco Lanzarote 2015 Bodega Los Bermejos”. Il vino riesce a coniugare in modo squisito due essenzialità, la prima è quella del fattore terpenico del vitigno, un mix di frutto, fiore ed erbaceo, la seconda una specie di condimento nel flavor che rimanda alla mineralità vulcanica, quasi un po’ fumé,  a mo’ di sale nero delle Hawaii. Spicca in modo gentile un profumo di pera, melone bianco e fico bianco fresco, quasi un tris per macedonia, con bagna di limone e fogliette di menta fresca. Ha struttura che scivola verso la leggerezza sottolineata da freschezza e sapidità, ha un volume liquido che tesse uno spessore sottile, ravvivato da un po’ di pétillant e da un finale dalla secca e giovanile fragranza. È un vino che ha un gusto innovativo, forse perché la sua genuinità di pianta non ha il portainnesto americano (qui niente fillossera), oppure perché invita a un servizio assiderato e magari senza disdegnare, alla lunga, mordicchiando delle tapas, di tuffarci dentro qualche cubetto di ghiaccio: l’estate è servita… e finita. Ci viene in mente di parafrasare il titolo di un film: “Travolti da un’insolita Malvasia nell’azzurro mare d’agosto”.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)