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venerdì 13 luglio 2018 08:30:00

Cercate Massa Vecchia? Non vi resta che andare a Massa Marittima, nel distretto delle Colline Metallifere, un’area paesaggistica di straordinario interesse naturalistico, per certi versi incontaminata, ma anche interessante per la storia che custodisce, quell’era Etrusca che segnò uno sviluppo incredibile per quel territorio e per i depositi di ferro (e rame) che abbondavano,  ma soprattutto la galena e la calcopirite. Il comparto estrattivo ormai s’è estinto, restituendo originalità di territorializzazione e favorendo altre incursioni imprenditoriali, in primis quella agricola e turistica.

Massa Vecchia è un’azienda che fa vino e olio extravergine di oliva dal 1985, quando il boom dei supertuscan stava deflagrando, però i proprietari restarono con i piedi in Toscana, strizzando l’occhio alla costa con l’impianto di malvasia bianca di Candia, malvasia nera e vermentino. Anche l’esperimento merlot fu cancellato a favore dei vitigni “più locali”.

Massa Vecchia ha da sempre una filosofia rispettosa dell’ambiente, in tutto e per tutto.

La sorpresa è stata enorme quando il neo sommelier Lorenzo Giannini, in charge al  Ristorante da Lorenzo a Forte dei Marmi, si presenta con un Massa Vecchia 2003, (non è un errore 2003 davvero). Il vino era stato accuratamente caraffato, tanto che la battuta fu “ci hai portato del tè freddo?”.

Invece, in barba al colore che sembrava un earl grey alquanto scuro, si trattava di vino verissimo. Inutile ricercare la limpidezza: fu quella che fu e non torna più. Profumo scioccante, criptico, de-vinicolo: ginger, rabarbaro, ginseng, paglia, iodio. Un profumo sottilissimo, come fosse all’ultimo suo respiro, esilissimo - però continuo - come d’elisir. Liquidamente addensante, tutto è stato avvolto da una consistenza morbida, coccolante, de-rinfrescante, con calore alcolico scioltosi nella propria auto-ebrezza. Una sapidità ferruginosa, un po’ resinosa (ma dolce), come succhiata dal sottosuolo, ondeggia nel lungo finale di sapore e d’aroma.  

Massa Vecchia Bianco 2003 fu ottenuto da vermentino, malvasia bianca di candia e un po’ di ansonica, abitò in botte di legno per un po’ di mesi, poche le bottiglie prodotte, solo 2.000. Un manuale del perfetto status terziario.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)