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lunedì 16 gennaio 2017 16:30:00

Poco a sud di Beaune, tra la D974 e la D973, a lambire i terroir dei pianeti Montrachet, si posiziona l’AOC Meursault, qui lo chardonnay trova una caratterizzazione diversa e distante da tutto l’altro della Côte.

I vigneti premier cru denominati Charmes sono nella parte sud del territorio comunale, il suolo è tutto calcare e argilla, con piccole e aguzze pietre biancastre che lo coprono. Non c’è una vera e propria identificazione etimologica di Charmes. C’è chi dice prenda il nome dalla precedenti presenze di carpini bianchi, chi dice che quello “charmes” sia la conseguenza di un terreno facile da coltivare a vigna, esposto al caldo del sole e dolcemente sbilanciato sulla sottostate valle. A Meursault ha preso vigna nel 1991 François Mikulski, prima vendemmia 1992, e in breve s’è ritagliato uno spazio nel difficile mercato di Borgogna. Fa viticoltura rispettando l’ambiente, evitando la chimica e non caricando di legno il vino; usa le barrique fino al settimo vino e la parte nuova del legno non supera mediamente il 12%, anche se a dire il vero sta sperimentando legni di 500 litri.

Il vino in questione è il Meursault AOC – 1er Cru Charmes – annata 2011. Il vigneto Charmes ha un range di piante che oscillano tra il 1913, il 1930 e il 1998, però la parte del 1913 non entra in questa cuvée. Ha colore giallo oro in classico stile Meursault. Ha profumi “caldi” all’inizio, pesca bianca dolcemente matura, un’idea di noce di cocco, un po’ di champignon e un tocco di burro di nocciolina, sul finale rinviene con toni citrini e minerali, un po’ pompelmo e mango, quasi ananas e litchi. Straordinariamente morbido il volume liquido, con un’avvolgente burrosità (da burro salato) e lunga scossa di rinfrescante vivacità citrina. Il finale ci segnala che il suo scheletro acido cova sotto l’effetto glicerico, che sfinitosi in persistenza di gusto si lascia sorprendere da una chiusura dai toni spigolosi e dall’amaricante essenza di avellana, il tutto in puro e classico stile Meursault. È vino da tartare: di tonno, di salmone e di branzino, perché non teme la personalità di quei pesci.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)