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martedì 26 agosto 2014 12:00:00

La Union Wine Co, con sede a Tualatin in Oregon, proprio a qualche miglio da River National Wildlife Refuge, si è sempre distinta per uno spirito di iniziativa molto esuberante, frutto di un team aziendale di under 40.

Destò un bell’interesse quando uscì con la linea Underwood in a can (in lattina), soprattutto perché li dentro ci è finito l’aristocratico pinot noir: e quella linea ha funzionato.

È di qualche giorno fa la notizia, riportata su un on-line magazine, di un’altra frizzante iniziativa enoica: la degustazione mobile.

Ryan Harms patron della Union Wine ha riadattato un datato, ma sempre in gamba, Citroën H Van del 1972, in un furgone mobile per degustazione vini.

L’inaugurazione del mezzo è avvenuta in modo molto provocatorio perché coincidente con l’elitaria e costosa Conferenza Internazionale sul Pinot Nero di McMinnville, che poi più che una conferenza sembra a tutti gli effetti una celebrazione, con annessa camerieri infiocchettati e chiccose mise.

L’intenzione è quella di scardinare l’etichetta celebrativa – a  suon di mille dollari a cranio – per apparire a un fashion party che niente apporterà allo sviluppo della conoscenza del prodotto vino, perché già targata e griffata da esperti e wine writers di tutti i continenti.

Ebbene con quel pezzo di semi antiquariato automobilistico la Union Wine Co scorrazzerà per le strade di Portland, si fermerà a orari prestabiliti e farà degustare i suoi vini, dal pinot gris al pinot noir passando per riesling e chardonnay, e il tutto sarà a un prezzo molto calmierato; non solo ma cercheranno anche di offrire spicchi di informazione enologica.

Per ora l’eno-furgone si muoverà nel fine settimana, dal primo pomeriggio all’ora di cena a Portland.

In Italia questa avventura a dimensione viaggiante non è nuova, il primo che ci viene in mente è il moving-lambrusco delle Cantine Ceci di Parma (Ape Ceci), che tutti gli anni allieta lo stand al Vinitaly.

Dopo il restyling della cucina di strada e il ritorno dello sfuso nelle enoteche, che sia giunto il momento di vino di strada? Vedremo, perché se così fosse ne potremmo vedere delle belle!

 

 

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)