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venerdì 1 luglio 2016 09:00:00

È il 1° luglio 2016. È finalmente l’occasione per dare definitivamente il benvenuto al vino Nizza DOCG. Nizza si stacca per sempre dalla DOCG Barbera d’Asti Superiore, in cui era preziosa ed eccelsa sottozona, è viaggerà da sola nel mondo del vino, che peraltro l’attendeva da qualche anno.

Nel dettaglio Nizza DOCG è ottenuto da 100% di uva barbera raccolta nei vigneti di solo 18 comuni, da Castel Boglione a Incisa Scapaccino, da Nizza Monferrato a Calamandrana, passando per Mombaruzzo e Mombercelli, tanto per citarne alcuni. La resa è massimo 7 t/ha e il titolo alcolometrico minimo naturale deve essere 13% vol. La conduzione dei vigneti è a spalliera, con potatura Guyot e cordone speronato, perché consentono un miglior adattamento del vitigno alle condizioni climatiche del territorio. Per quanto riguarda l’aspetto enologico, vinificazione e affinamento, si intravede la volontà di dare spessore al vino, con estratto non riduttore minimo di 26 g/l, che sale a 28 nel caso si rivendichi la menzione “vigna”; l’acidità totale minima è di 5 g/l. Si possono produrre fino a 4 diverse versioni, quella base (inclusa la menzione “vigna”) dovrà sostare 18 mesi, di cui minimo 6 mesi in legno (qualsiasi dimensione), se invece si opta per la Riserva, il minimo di affinamento passa a 30 mesi con sosta in legno di 12, lo stesso ha valore per il Nizza Riserva “Vigna”. Come norma vuole il vitigno barbera ha bisogno dei raggi del sole, per cui il meglio in questo Nizza DOCG lo darà nei settori da ovest a sud est, con altitudine 200-400 metri slm e il calcare da terziario, con mix di arenaria e marna, garantirà sostanza sapida e spessore strutturale. Per tutto il resto c’è l’esperienza dei vignaioli di lì, e quella è la vera e insuperabile garanzia di grande riuscita.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)