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venerdì 19 giugno 2015 12:15:00

Il territorio a vigna è declamato per il sottosuolo, un intrigo di gesso, di ciottoli e calcare, e poi il silex. Il clima è un po’ ostico, molto continentale, però c’è un tempo di relativa secchezza e la vite se ne giova. Se ne giova soprattutto il sauvignon, qui coltivato in quasi 2.200 ha, per circa 130.000 hl di produzione.

Che la AOC Sancerre sia tutta espressione enologica di vino bianco è risaputo in tutto il pianeta, che sia un’eccellenza altrettanto. Così noi siamo voluti andare oltre, avventurarsi nell’incertezza enologica, quindi abbiamo soprasseduto sul rosso (24.000 hl) e ci siamo catapultati su 9.000 hl di vino rosato da vitigno pinot noir.

Come e quando sia capitato qui il pinot nero non abbiamo avuto voglia di indagare, però la curiosità di un rosato a queste latitudini e con questo clima è stata tanta.

È Dominique Roger (Domaine de Carrou) che si è cimentato in questa versione cromatica, sfruttando un vigneto di 1 ha in forte pendenza (30%) ad una altitudine di 350 metri slm. Dopo la raccolta dell’uva c’è pressatura diretta del grappolo per estrarre il colore dalle bucce del pinot noir. Poi la vinificazione è fatta in assenza di buccia, nella tradizione “vin gris”, tipicamente di Sancerre. La durata della fermentazione s’allunga fino a tre settimane, poi sosta sulle fecce fini per tutto l’inverno e l’imbottigliamento avviene a primavera.

Dalla vendemmia 2013 ne è uscito un Sancerre rosato dal colore rosa salmone chiarissimo, si può anche dire velo di cipolla (non quella viola) molto trasparente.

C’è semplicità al profumo, con una discreta varietà odorosa molto stuzzicante: uva spina, ribes bianco, pesca nettarina, chicco di melograno, un po’di burro fresco e albicocca. Ha un volume liquido sottile, crea quasi uno shock termico, pseudo metallico, è molto rinfrescante senza pizzicare per l’acidità; c’è tutta la salinità del terroir calcareo e calcareo argilloso.

Una succosa sostanza mineraleggiante crea un tono sapido molto particolare, quasi di sale marino, nel finale di bocca è premiato l’ondeggiare frondoso di un glicine. È un bel campione di vino rosato da aperitivo vacanziero, non da sottovalutarlo con le pizze (tutte) e con una rinfrescante caprese. Un rosato dal gusto esotico!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)