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mercoledì 27 gennaio 2016 13:30:00

Giusto per… si direbbe, giusto per informare i più curiosi enofili è l’uscita più adatta alla bisogna. Ci sono due nuove AVAs – American Viticultural Areas – nel continente USA, sono nel far West, anche se a Nord.

Una è Rocks District of Milton-Freewater, i cui vigneti si estendono su una piana alluvionale con ciottoli capace di conformare un regime idrico spettacolare per le radici della vite.

Il clima è alquanto caldo per cui la maturazione dell’acino si prospetta lunga e lenta, un vero toccasana per i varietal syrah e cabernet sauvignon, ben interpretati dalle 19 aziende, anche se il feeling con il legno nuovo e un po’ di sciropposità ancora non l’hanno del tutto abbandonato. Sono vini di sostanza fruttata e speziata, con maturità del frutto e scivolosità morbida al palato.

La seconda AVA del 2015 – novembre – è nello Stato chiamato “Famous Potatoes”, ovvero l’Idaho: è la sola AVA che sta tutta dentro lo Stato, visto che Snake River Valley sconfina. I vigneti vivono su un suolo di granito e ciottoli, mischiati con ceneri e sabbie vulcaniche.

Per ora c’è un solo produttore, 3 Horse Ranch Vineyards, che farà spiccare il volo al Syrah, perché qui ha ambientazione ideale e uscirà come Single Vineyards. Non si tratta di Landonne o La Turque, ha però densità colorante ben scura, ottimi toni di fruttato (mora di gelso e ciliegia scura), un tocco di balsamico e un po’ di glicine. L’alcol e la morbidezza non gli mancano, ha stile California, però un punto di sapidità vulcanica s’avverte. S’ha da fare!

Il nostro uomo nell’Idaho ci avvisa che c’è anche il sangiovese, coltivato però nella parte più “fresca” per privilegiarne la succosità rinfrescante del tannino, lo spunto di amarena e uno pseudo erbaceo di giaggiolo che rimanda alla Toscana centrale.

La notizia delle nuove AVA (solo due nel 2015) è stata accolta con entusiasmo, perché vanno nella direzione dei definire anche le micro personalità produttive, per tentare di strattonare un po’ le grandi e imperanti aggregazioni industriali e di mercato.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)