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mercoledì 7 settembre 2016 10:30:00

Quest’anno l’andamento climatico nella Champagne è stato terribile, problemi sono giunti anche in Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais. Nella tarda primavera si è verificata una terrificante gelata nella Côte des Bar, che ha danneggiato seriamente le piante, riducendo di molto la produttività: qualcuno rischia di perdere quasi il 70% del raccolto. Poi, come se non bastasse, sono sopraggiunte grandine, poi oidio e muffa grigia: praticamente una sventura.

La vendemmia 2016 si preannuncia tra quelle a più bassa resa da 35 anni a questa parte. Nel luglio scorso il CIVC ha deciso che la resa per ettaro doveva essere di 10.700 kg, ma non ci saranno zone in Champagne che la raggiungeranno, la stima è di 8.000-8.500 kg/ettaro nella Marne, mentre nell’Aube (1/4 dei vigneti sono qui) si opta tra 7.700-8.200 kg/ha.

Qualche vigneron con i capelli bianchi ha sentenziato che sarà una stagione particolarmente complicata, come quella del 1956.

Come risaputo la resa annuale è stabilita in funzione delle previsioni di vendita e al potenziale produttivo dell’annata, quindi non raggiungendo i 10.700 kg tutti dovranno ricorrere ai vini di riserva. La prospettiva è che tra il 2018 e il 2019 ci sarà una carenza di prodotto sul mercato e qualcuno si appresterebbe, anelerebbe, a inserirvi.

I rumors dall’Inghilterra, anticipati da Decanter, dicono che l’alternativa allo Champagne sarebbero i Top UK sparkling. Da parte nostra reputiamo un po’ avventuristica la loro previsione, anche perché di Top-Top, non è che ce ne siano a bizzeffe, e poi la loro produzione per ettaro non è ancora del tutto incisiva e l’andamento climatico negativo non è solo un benefit malefico per la Champagne.

Noi auspichiamo in un intelligente inserimento degli spumanti italiani, però non come alternativa come dicono gli inglesi, perché il rischio alternativa potrebbe essere un futuro a corrente alternata, ma come imposizione di storicità di territorio (cosa che UK non ha), di evidenziazione di diversità nella personalità organolettica (non uguale come scelta e non per alternativa), di affermare al mondo che il nostro saper fare vino rifermentato in bottiglia è di altissimo profilo, e che Italia e Sparkling sono una garanzia. La corsa è iniziata.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)