Statistiche

  • Interventi (1640)
  • Commenti (0)

Archivi

mercoledì 28 ottobre 2015 11:30:00

Pascal Cotat è vignaiolo schiettamente naturale, che fa vino con un’autarchia enologica che ci riconduce ai tempi lontani dalla realtà millennials.

Fu genuinamente “vin de garage” quando spiccò il volo quella caratterizzazione border line, poi nel perdere la connotazione mediatica Pascal è restato d’un solo pezzo autentico.

Siamo a Sancerre, in quella parte di territorio in cui il fiume Loira solca un suolo affine allo Chablis e dove il sauvignon trova spunti d’eccellenza. Però qui si parlerà dei pinot nero, 1 ha di magia vegetale a Chavignol. Con il pinot nero Pascal Cotat ci fa un rosato in versione self-enoica, ovvero si lascia fare al vino ciò che il vino sa di voler fare. L’uva è strizzata gentilmente con una pressa antiquariale, poi quel succo rosaticcio fermenta in acciaio (lieviti autoctoni) e matura in botti di legno senza età.

Vin de Table Rosé Wine Chavignol Lot 2013 di Pascal Cotat Vigneron è rosa salmone chiaro con nuance buccia di mandarino. C’è del fiore bianco primaverile nella sua essenza odorosa, c’è della guava e del chicco di melograno, c’è un pomo ben maturo e quella particolarissima sensazione che tocca le ciglia olfattive tutte le volte che si sbuccia un’arancio. Un bagaglio odoroso non convenzionale. Gusto gessoso e sapido, però dal volume sottile. L’acidità ha il  sapore del chicco di melograno e di pomo, crea un effetto di consistenza delicatamente rustica, tanto da pensarlo ancora al reparto maternità. Vin à garder. Chavignol è un vigneto di 1 ettaro, per cui difficile a trovarsi, ma se vi ci imbattete non esitate a degustarlo. Vi troverete un mondo rosato dalla dimensione non dimensionabile. 91/100.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)