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giovedì 21 gennaio 2016 13:30:00

Secondo “Treccani”  è un liquore preparato in acqua zuccherata e alcol di diversa frutta fresca, da cui prende la colorazione, aromatizzato a volte con droghe varie, l’alcol in genere è del 25% e lo zucchero del 20%.

In Italia c’è tradizione di Ratafià in Piemonte e in Abruzzo. Il nostro contendere degustativo passa dal Ratafià Praesidium, fatto da infusione di vino Montepulciano d’Abruzzo e amarene; si tratta quindi un infuso vinoso, di vino+alcol, zucchero e ciliegie.

Dietro il nome c’è tutta una storia, che arriva a ritroso fin all’epoca della lingua latina “ut rata fiat”, cioè ratificato.  Nel Praesidium Ratafià di Enzo Pasquale (Prezza, AQ) il liquore è frutto di una rettifica, più che di una ratifica (come latino vorrebbe), infatti la fusione alcolica, fruttata e vinosa trucca la singolarità dei gusti e li accresce in specifiche potenze, come rettificare un motore per acquistare velocità.

Nel Ratafià Praesidium c’è tutta le velocità del rosso frutto della ciliegia, che esce con un’integrità non ossidata, tanto che sembra quel frutto messo in guazzo, non a macerare, ma ad assorbire con velocità il punto di alcol. Ha profumo molto concentrato nella ciliegia, però non mancano alcune note tostate e speziate, un po’ di china e di rabarbaro. La personalità è tutta espressa nel sapore di ciliegia, l’alcol dà un contributo di benefico calore, c’è tutto un equilibrio tra le entità morbide, con un deciso apporto di dolcezza. Ha una beva gradevolissima, un’alternativa nell’abbinamento con i dessert al cioccolato: la zuppa inglese e il tiramisù ne trovano godimento, così come con semifreddi al caffè e al torroncino, non male con la frutta secca, ideale con il crumble di ciliegie.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)