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martedì 25 giugno 2013 10:15:00

Il rosato ancora una volta quest’anno si è posto all’attenzione del popolo del vino e da Vinexpo, appena conclusosi a Bordeaux, riportiamo alcune notizie curiose.

La mappa evidenzia le principali nazioni produttrici di vino rosato nel 2011, e come si può notare il vecchio e nuovo mondo enologico si è colorato pink, addirittura anche alcune nazioni nord africane.

Wine Searcher afferma che il consumo del rosé avrà un’impressionante ascesa, tanto che già oggi si può affermare, osservando il mondo, che non se ne era mai bevuto così tanto come in questi ultimi due anni.

Giusto un dato per riflettere. Nel 2002 il quantitativo di vino rosato bevuto fu di 18,2 milioni di ettolitri, nel 2011 gli ettolitri sorbiti sono stati 22,4 milioni: l’incremento è del 20%. Nello stesso periodo l’aumento complessivo del consumo s’è attestato al 6,1%, per cui qualche tipologia di vino s’è vista sottrarre un po’ di mercato. Al recente Vinexpo i dati forniti sul consumo di rosato hanno concretizzato un posizionamento sopra il 10% del totale e ribadiscono che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una progressione impressionante.

Adesso l’interrogativo è quello di dare un’identificazione più chiara al vino rosato, soprattutto per quanto riguarda il residuo zuccherino.

Per esempio negli USA più del 70% dei blush wine contiene 20 gr di zucchero residuo e un 5% dei produttori tedeschi trova conveniente mantenere dello zucchero per bilanciare l’acidità elevata che caratterizza i climi freddi.

In Francia e Spagna tre bottiglie su quattro non contengono residui zuccherini, l’Italia non viene tenuta in  considerazione come concetto di paragone in base allo zucchero residuo, però i rosati d’Italia dovrebbero essere in linea con lo stile di Francia e Spagna.

Quando si fanno queste indagini spesso escono cose veramente fuori da certi canoni, un esempio è la Tunisia. Nonostante per ovvi motivi il consumo di vino in Tunisia sia molto limitato, solo 2,3 litri annui, essi vanno pazzi per il rosato a gusto secco, che rappresenta il 62,5% del consumo. Anche l’Uruguay ha un’indole rosata: il suo consumo procapite è di 25 litri a persona e il 60% di quei litri è rosato.

In fatto di consumo però è la Francia la regina: un terzo del rosato prodotto a livello mondiale è bevuto dai francesi, il 13%  se lo bevono gli Americani e un buon 7% i Tedeschi.

Gli Italiani non hanno un gran feeling nel consumo di questo prodotto. Siamo certi che miglioreranno, però in fatto di produzione entrano in quel gruppo di nazioni che rappresentano l’80% del mercato in compagnia di Francia, Spagna, Usa e Germania.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)