Statistiche

  • Interventi (1521)
  • Commenti (0)

Archivi

giovedì 22 novembre 2018 10:30:00

L'epilogo di questa storia è assai meno tragico dell'omonimo film di Nanni Loy; il ritorno a casa dei protagonisti, decisamente meno mesto del volto di Paolo Villaggio in aereo, che piange perché Pulici ha sbagliato un rigore, o forse no. Due tra le più influenti classifiche statunitensi, quest'anno, a distanza di pochi giorni, hanno piazzato al primo posto un vino italiano: dopo il podio assegnato al Sassicaia 2015 di Tenuta San Guido da Wine Spectator (l'ultima volta era stata nel 2006, quando elesse vino dell'anno il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 di Casanova di Neri), è il Cipressi Nizza Docg 2015 di Michele Chiarlo a conquistare la vetta di Wine Enthusiast.

Una vittoria, quella di Michele Chiarlo, duplice: mai, prima di oggi, una Barbera era arrivata così in alto tra le quelle pagine. Forse un po' merito di quell'annata, la 2015, ritenuta ormai eccezionale; di certo ricompensa per il duro lavoro di un produttore che, assieme a poche decine di colleghi, ha lavorato sodo per valorizzare un territorio e un vitigno sempre un po' in ombra, soprattutto fuori dai confini nazionali, fino al recente conferimento della DOCG (2014) e alla completa opera di zonazione.

A differenza di Giovanni Bonfiglio, spedito tra Detroit e New Orleans a ingaggiare un campione di basket per una squadra italiana, stavolta è una squadra italiana a vincere il campionato statunitense. Che l'Italia stia lentamente conquistando quella parte di critica made in America di solito incline a premiare vini dalle caratteristiche decisamente diverse? Solo il tempo potrà dare una risposta, ma anche questa storia, forse meriterebbe un film.

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)