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giovedì 26 settembre 2013 16:15:00

È un po’ di tempo che si nota un leggero cambiamento nella costruzione organolettica dei vini, anzi più che di costruzione si può parlare di una concettualizzazione strutturale diversamente espressa nel dualismo gustativo-tattile rappresentato dalla parte acida e da quella alcolica, soprattutto per il vino bianco.

È un movimento enologico che si sta espandendo nella vecchia Europa e ha trovato sbocco anche in Spagna, nazione tradizionalmente e storicamente non così reattiva a certe inclinazioni innovative nel gusto. Lo zoccolo duro del complesso enoico del vino bianco ha mantenuto però un’originalità ufficialmente espressione di una purezza in freschezza con reattività a chiusura amarognola, con una ricerca delle naturali componenti del flavor del vitigno troppo denudata da esasperati controlli di temperatura spostati verso il congelamento.

Con queste succulenti premesse ci siamo avvicinati con molta curiosità ad alcune semplici realtà enologiche, dove il wine maker non ha cercato di tirar fuori la concentrazione dell’anima del frutto, ma ha lasciato uscire nel modo più naturale possibile le parole organolettiche che la polpa dell’acino era in grado di proporre.

Xare-lo Augustus 2011 è un vino con profumi neutralmente fruttati, floreali e vegetali, ha un’acidità controllata dalla sapidità, ha un finale di aroma che ricorda il gusto di una mela verde dalla polpa croccante. È un vino in sintonia con la sua uva.

 

Un vino chiamato El Transistor, da uve Verdejo 2011, Do Rueda. Tutto un programma di vegetale profumazione, di pesca e di mallo di noce verde e foglia di fico. Gusto però piccante in sapidità, piuttosto che amaricante di freschezza.

 

Un 2010 dal colore doratissimo. Caiño blanco, Loriero le uve base, con tocco di Albariño. Un vino difficile, profumi di paglia, di sorba appassita, di mango. Gusto molto sapido, quasi con tono tannico, finale un po’ appiattito sulla vena amaricante.

 

Navaherreros de Madrid sfrutta uve Albillo e un po’ di Garnacha Blanca. Ha stile fine al profumo, con flusso equilibrato tra fruttato e floreale che dà fragranza e note di menta verde per rinfrescare.  Anche se è un 2012 è morbidamente equilibrato.

 

Bierzo Do Casar 100% Godello allevato in barrique. Potente è l’impatto aromatico, un insieme di frutta (verde), vegetale (lemongrass, verbena) e fiore delle vite. Troppo esuberante il vegetale. Gusto di una sapidità sorprendente e ben gradevole.

 

Abel Mendoza Rioja 2012 è tutto Tempranillo Blanco. Bell’equilibrio olfattivo tra spezie, cocco, minerale, mela verde, fiori di acacia, proprio un bouquet molto rinfrescante. Gusto con vibrante sapidità e soave morbidezza. Eleganza con semplicità e lungo finale di bocca.

 

Un’esperienza, come dicevamo, sulle tracce della nuova sensibilità sapida, per il sapore di quei vini il cui destino sarà quello di modellare una nuova sfumatura nella personalità gusto olfattiva dei bianchi del prossimo lustro.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)