lunedì 14 maggio 2012 16:50:00

Il presidente degli enologi italiani si è fatto venire il prurito. Sarà che si avvicina la scadenza del suo secondo mandato elettorale, sarà anche che nei quattro anni della sua presidenza il mondo del vino non si è praticamente accorto della sua esistenza, sta di fatto che ha finalmente avvertito la necessità di far sentire alta la sua voce. E indovinate con chi ha deciso di alzare la voce? Con l'Associazione Italiana Sommelier, avete letto bene, proprio con quel consesso di professionisti e comunicatori che da quasi 50 anni nel nostro paese divulga la cultura del vino e dei suoi protagonisti ed artefici. Quell'Associazione che racconta quotidianamente l'encomiabile lavoro dell'Enologo, che lo coccola, che lo premia, che lo chiama ai propri corsi a spiegare il vino, che gli apre le porte a tutti i seminari, ai convegni, agli eventi.
E così ha sparato a zero sull'Associazione Italiana Sommelier rea, a suo dire, di aver tentato un golpe parlamentare per acquisire il monopolio nella gestione dei concorsi enologici. Ironia della sorte, l'emendamento incriminato (e bocciato) si chiama 41 bis, un numero che evoca altri scenari, molto più inquietanti. Soddisfatto quindi per la bocciatura del 41 bis (!), il "nostro" si dimentica di evidenziare che è proprio l'associazione da lui presieduta a mantenere di fatto una sorta di monopolio nei confronti dei concorsi e sulla nomina dei giudici. Questa sua sortita ha prodotto però il risultato di mettere in evidenza sul web, e nella comunicazione in generale, l'inutilità e la pericolosità dei concorsi gestiti in questo modo, scoperchiando anche la pentola sullo spreco di denaro, spesso pubblico, e sulla palese conflittualità di un professionista che fa il vino e poi se lo va a giudicare. In parole povere, si è fatto male da solo. 
Stiano comunque tranquilli gli amici Enologi poiché sebbene il loro presidente si augura che "dopo questo increscioso episodio, anche i più scettici vedano con occhi diversi l'AIS, i suoi dirigenti e il suo modo di operare", l'Associazione Italiana Sommelier li continuerà a considerare amici ed elementi insostituibili della filiera. Malgrado lo sproloquio di chi li guida.

Antonello Maietta

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)