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lunedì 16 dicembre 2013 09:30:00

L’Associazione Italiana Sommelier sta per compiere cinquanta anni, accadrà nel 2015, e ne ha viste di tutti i colori, non solo riferendosi al vino.

Ci sono state anche alcune colorate intemperie pseudo istituzionali che hanno reso problematici i rapporti e le unioni tra la politica associativa degli organi sociali nazionali e le costole e/o i satelliti periferici, con evidenti insofferenze nel rispettare le regole che la nostra associazione si è data con unitaria convinzione e condivisione.

Negli anni passati abbiamo formato moltissimi sommelier residenti all’estero, con nazionalità non esclusivamente italiana, anzi di numerose altre nazioni.

Partimmo anche con i corsi per sommelier in Europa negli anni 80, Germania e Inghilterra, poi ci allungammo negli USA, nei Caraibi, in Giappone, in Tailandia, in Russia a Singapore. Nel frattempo il discorso europeo vide nascere corsi in Belgio, in Olanda e in Lussemburgo e molte richieste non poterono essere esaudite per problematici aspetti organizzativi. Poi dal 2010 è iniziata l’avventura Cina, Brasile, Messico ed è continuata quella in Giappone.

In questo processo di conoscenza l’Associazione Italiana Sommelier ne è stata coinvolta perché richiesta dall’esterno, per quell’immagine di professionale gestione del viaggio formativo che non trova eguali nel pianeta formativo internazionale: e sono proprio coloro che ci chiamano che lo validano.

L’altra magia dei corsi per sommelier AIS è quella di creare un vero elastico culturale, che riesce a tenere vivi i ricordi e i rapporti anche se le distanze si allungano oltre gli oceani o i continenti.

Ogni anno riceviamo moltissime richieste di partnership dirette per lo svolgimento di corsi AIS in ogni angolo del pianeta, allo stesso modo però riceviamo delle affettuose rimostranze per non dare lustro al nostro potenziale culturale in quelle parti del mondo in cui c’è la presenza dei Sommelier AIS.

Alla fine ci hanno convinto e abbiamo progettato un nuovo modo di legare la presenza A.I.S. a nazioni e città al di fuori dell’Italia.

Non più un legame sul filo dell’istituzionalità, il nostro statuto non lo consente, però permette qualcosa che sia a noi vicino e da noi gestibile in termini di rispetto reciproco delle regole.

Ecco quindi nascere i Club Associazione Italiana Sommelier.

Il Club è un avamposto della cultura enogastronomica che in nostri corsi e i nostri testi (già tradotti in inglese e giapponese) divulgano a tutti coloro che scelgono di avvicinarsi e di seguirci.

Il Club diventerà una specie di consolato generale e darà vita e voce alla cultura del vino italiano nel mondo, nei modi e nei termini che il nostro statuto ha definito.

Con queste premesse è stato presentato in Cina, a Guangzhou, il primo Club AIS nel mondo.

La cerimonia è avvenuta a Guangzhou, sabato 14 dicembre 2013, alla presenza del Vice Presidente Roberto Bellini e del Console Generale d’Italia Benedetto Lattieri.  A lui e al pubblico presente  è stata illustrata la mission del Club, fondamentalmente focalizzata sulla divulgazione della cultura italiana  (AIS) del vino e nel vino, e la valenza che assume nell’abbinamento con il cibo. È stato riaffermato lo spirito non elitario della nostra associazione, quindi siamo una casa aperta a tutti coloro che vorranno legarsi al vino  perché intenzionati a condividere le regole, le norme e gli insegnamenti della nostra scuola per sommelier.

Titolare del Club è stato nominato Matteo Mazzoni, da dieci anni residente in Cina: è Sommelier del 2011.

Questa operazione non resterà isolata, presto ne istituiremo altre, dalla Cina al Canada, dal Giappone all’Inghilterra: una lunga catena argentata con all’apice quel tastevin che ci contraddistingue e ci differenzia.

 

Da sinistra: Matteo Mazzoni, Roberto Bellini, Hai Yue e in Console Benedetto Latteri

AIS Staff Wtiter

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)