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giovedì 16 giugno 2016 16:00:00

Nei Colli Tortonesi e zone limitrofe il timorasso ha ritrovato vita e vigore da qualche decennio, la sua gradevolezza ed eleganza non è messa in discussione, c’è  solo qualche simpatica ed elettrizzante discussione sul tempo che gli è necessario per equilibrarsi con concretezza organolettica, e qui le opinioni iniziano a non allinearsi.

C’è chi non scommette sulla presunta potenzialità di affinamento in vetro, c’è chi è più audace e afferma che quella speciale mineralità gustativa sia garanzia di resistenza agli anni.

Abbiamo per questo testato un Colli Tortonesi Timorasso 2012 imbottigliato all’origine da Vigne di Marina Coppi, di Francesco Bellocchio a Castellania. Bottiglie prodotte 6.066, gradazione alcolica 14,5% vol. Nell’etichetta campeggia un nome: Fausto.

Il vino ha tinta dorata, lucida, con massa consistente. Il corredo dei profumi ha un tessuto di frutta, polpa gialla, mango e papaia, d’evidente personalità salina. Tutto è giallo nel floreale, il miele accampa un effluvio di conifera e la mineralità scoppia in salsedine e conchiglie frantumate nel sale. Il dualismo gustativo vede attori i sapori della sapidità e l’effetto tattile di morbidezza, in uno scivolamento sinuoso e velato che intreccia frutto, tostato ed erbe aromatiche secche. Regala un finale di bocca lunghissimo, cosa non frequente nel timorasso. Chiaramente ha già il suo equilibrio ben compiuto, l’impressione che la sua maturità sia in un segmento lontano dal declino è forte e convinta, però una previsione di resistenza è troppo rischiosa, per cui, per noi, se lo trovate il giro “accattatevill”. Punteggio: oltre i 90/100, da “Cima Coppi”.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)