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giovedì 14 giugno 2018 08:30:00

Tutto è vino”. Sembra quasi l’inizio della prefazione di un componimento classico letterario, lirico-poetico in elegiaci (che niente ha a che vedere con ellagici). Eppur così nobile non è, soprattutto per il senso letterario, perché quell’etimo latino, elegia, s’irrigidisce in una malinconia meditativa che sfiora il compianto per la condizione a cui il vino andrebbe incontro: l’infelicità.

Infatti, i nostri tempi, ricchi di naturalità, di naturalismo, anzi ricchi di tutta quella natura del creato che nel vino fluttua, sia filosoficamente sia fluidamente, financo con la pranoterapia del tralcio, ecco questa natura, legnosa, si fa vino. Chissà come se ne uscirebbe Dante Alighieri e il suo “calor del sol che si fa vino”, o Galileo Galilei e il “composto di umore e di luce”. Forse entrambi strabuzzerebbero gli occhi, e anche qualcos’altro, leggendo quanto riporta america.cgtn.com: scienziati giapponesi sviluppano il vino dal legno”. Sì, avete capito bene, vino fatto dal legno. Il reporter Terence Terashina afferma che hanno polverizzato il legno, riducendolo a una pasta (come nel Tokaij) per iniziare la fermentazione, usando lieviti ed enzimi; poi lo distillano per produrre una bevanda bevibile, (così dice, non ce ne vogliate). In realtà è stranissimo che un ingrediente non edibile si trasformi in qualcosa di edibile, anche se tratta di una bevanda alcolica, per cui non propriamente dichiarabile vino. Però il suo colore è tipicamente da vino bianco, paglierino, con aroma di “legno”, come nei distillati; c’è anche un tono fruttato di cedro, leggera nota di ciliegia e una nuances soffiata di betulla. Per la cronaca, con 4 kg di legno (cedro) si ottengono cinque bottiglie di vino con gradazione 15% vol. Per ora non è ancora stato chiarito se la bevanda sia salubre, comunque i rigidi test nazionali sono iniziati e sperano di avere una decisione entro tre anni. Un’ultima osservazione: non è una bevanda alcolica adatta al passaggio in barrique: c’è un conflitto... legnoso.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)