venerdì 23 dicembre 2011 10:25:00

Cari Associati,
oggi ho trovato una lettera sotto l’albero e non ho saputo resistere alla tentazione di attendere il 25 dicembre per aprirla. Il motivo di tanta curiosità era il mittente, Marco Di Martino, una persona che mi sta particolarmente a cuore. Leggetela con attenzione perché è proprio un bellissimo regalo di Natale.

Antonello Maietta

 Testimonianze di vita

Mi era capitato, talvolta, di pensare: “Se avessi un po’ di tempo, mi piacerebbe saperne di più sul vino”. Era uno di quei desideri lasciati chiusi nel cassetto, nascosto sotto cumuli di impegni, tutto immerso com’ero in una vita intensa e frenetica, tra lavoro, palestra, serate con gli amici.

Tra il 1999 e il 2003 la mia esistenza è molto cambiata, tanto da diventare una persona “diversamente abile”, espressione che trovo decisamente impropria perché tutti, in un modo o nell’altro, siamo abili in qualcosa e “diversamente abili” in qualcos’altro. Al di là delle definizioni, passare da un uso normale degli arti inferiori a muovermi su una sedia a rotelle all’età di 35 anni ha richiesto un grande sforzo di adattamento sia fisico che mentale. Per carattere non mi davo facilmente per vinto, credendo possibile una via d’uscita nelle situazioni negative, ma, malgrado tutti i buoni propositi, sono stati numerosi i momenti di sconforto, e pungente la perdita di fiducia in me stesso, che trascinava a picco con sé la voglia di guardare avanti in una vita che si preannunciava irta di ostacoli.

Tra alti e bassi, ritrovandomi con più tempo da dedicare a me stesso, si è riaffacciato l’antico progetto accantonato e mi sono iscritto al primo livello del corso per Sommelier AIS. Sono stato catturato da un mondo che neppure immaginavo! Ricordo in maniera vivida la prima degustazione guidata: la descrizione del vino mi aveva letteralmente rapito e affascinato, facendo scattare in me il desiderio di percepire e trasmettere con la stessa capacità tutte quelle sensazioni offerte dal vino. Da quel giorno è iniziato un rapporto con l’Associazione Italiana Sommelier che negli anni è andato sempre più rafforzandosi. Nei due anni di corso ho ritrovato l’entusiasmo e una rinnovata voglia di mettermi in gioco, caratteristiche che avevo praticamente perso. Potevo nuovamente socializzare con persone che condividevano la mia stessa passione e riuscivo a rivivere le emozioni che si provano nel cercare di raggiungere un obiettivo, avvertivo anch’io quei battiti del cuore, quei sussulti quando il sogno diventa realtà. Mi sentivo di nuovo vivo.

Una volta superato l’esame del terzo livello, mi sarebbe piaciuto restare nella sfera dell’AIS, ma capivo perfettamente che per la mia età, e soprattutto per la mia condizione fisica, non avrei potuto aspirare ai concorsi, così come sarebbe stato difficile cimentarmi nel servizio in sala. È stato il mio delegato, Massimo Rossi, a segnalarmi che, con mia grande fortuna, l’AIS offriva altre ottime chances: avrei potuto approfondire la tecnica della degustazione e la comunicazione del vino, dedicandomi alla didattica. Avevo nuovi obiettivi per i quali lavorare con impegno e mettermi nuovamente in gioco!

Sono trascorsi alcuni anni, sono diventato degustatore e poi relatore per una lezione del secondo livello. E non voglio fermarmi.

Sono davvero grato a tutte le numerose persone competenti e disponibili che mi hanno accompagnato in questo percorso di crescita professionale. Da un punto di vista strettamente personale, ringrazio l’AIS per avermi dato l’opportunità di potermi misurare nel percorso didattico alla stregua di ogni altro socio: ho capito che la mia diversità era solo un dettaglio e che non avrebbe ostacolato il mio risultato, se non per una mia barriera mentale.

Mi piace pensare che questo mio racconto possa essere di stimolo a chi, in difficoltà, non vede scampo o via di uscita. C’è sempre un modo per potersi riscattare, ora ne sono certo.

Grazie AIS.

Marco Di Martino

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)