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venerdì 29 aprile 2016 12:00:00

Champagne tout court a Écueil, in quella parte della Montagna di Reims raccolta nei territori Vesle e Ardre, dove il vitigno pinot noir domina il verde con 110 ha e ne lascia circa 17 allo chardonnay e al meunier. Écueil è un micro paese di non oltre 330 anime e raccoglie anche 61 coltivatori di uve. Come spesso è accaduto in Champagne, il nome di questo Domaine è stato prodotto dalla fusione matrimoniale di due cognomi, Lacourte & Godbillon.

Iniziarono a far Champagne verso il 1947, ma si catapultarono realmente nel mondo dello sparkling nel 1968. L’attuale gamma prevede la creazione di sette versioni, l’apice è rappresentato della Cuvée Vanité. Noi non la racconteremo perché siamo stati distratti dalla loro versione rosata, che in etichetta riporta una grafia minimalista: Brut-Rosé.

Lo Champagne Lacourte-Godbillon è espressione del lavoro di un “r.p.” e miscela la classicità con un tocco di innovazione, strizza un po’ l’occhio alla filosofia borgognona, ma usa legni della foresta di Écueil e di altre dello Champagne-Ardenne.

La cuvée raccoglie solo pinot nero, di questo il 90% è vinificato (in acciaio) in bianco, mentre il 10% in rosso (per colorare) è stato lavorato in legno, c’è anche quasi un 30% di vin de réserve: in pratica è un bi-annata. Tutto il vino è stato prodotto con uve raccolte nel comune di Écueil, ha sostato trentadue mesi sui lieviti, la data di sboccatura è 6 novembre 2015; ultimo dettaglio, il dosage è di 6 grammi.

Ha tinta rosa salmone luccicante, un colore che dà l’idea di verniciato da poco, finissimo il perlage, rigogliosa la spuma, ben associato il cordone. Moltissimo è il tono olfattivo fruttato, non per intensità ma per complessità: fragola di bosco, cranberry, ribes rosso, guava e jus di pomodoro fresco; nel finale s’avverte un tocco di rabarbaro e di giaggiolo. Il gusto sbalordisce per la delicatezza della sua freschezza, aspetto saporifero non frequente nelle cuvée non de prestige. L’energia della mousse è soffice e sottile, come un sorbetto di piccoli frutti rossi diluitosi in cremosità, ha una voluminosità liquida che energizza quasi una nota salina, come succhiassimo la polpa di un pompelmo rosa ben maturo. C’è della sostanza gustativa in questo Champagne, tanto che ce lo immaginiamo congeniale nel matrimonio gustativo con dei mediterranei spaghetti, pomodoro di pachino e basilico; oppure con una pizza margherita con la mozzarella di bufala, o un risotto alle fragole della Basilicata con le rose. Keep calm and Bon Appétit.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)