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giovedì 20 giugno 2013 15:00:00

È sempre un’esperienza interessantissima trovarsi di fronte a un vino che ha già visto trascorrere due lustri, che è restato chiuso nel suo scrigno di vetro, al  fresco e al buio, e che finalmente trova l’occasione per mostrarsi al degustatore.

Il vino in oggetto è il Savuto Doc 2003 dell’Azienda Agricola Odoardi. I vitigni che compongono la cuvée sono Gaglioppo, Greco nero, Nerello cappuccio, Magliocco canino e Sangiovese.

Oggettivamente non abbiamo riferimenti e termini di paragone per questa tipologia di vino, la cosa che è certa è che il 2003 fu un’annata super canicolare.

L’intenzione della degustazione non è quella di raccontare il vino, condendolo di descrittori e di sensazioni, ma da questa degustazione produrre un voto e poi andare a ricercare in rete cosa hanno detto altri degustatori worldwide.

È un Savuto tipico, verrebbe da dire, ha colore in linea con l’età, bel granato cerchiato di rosso ruggine. Profumi davvero meridionali: frutta secca, fiori secchi, foglie di alloro e fieno secco, carboncella, caffè tostato, cacao amaro, ruggine, fondo di caffè, spezie (liquirizia). Sembra quasi il profumo dell’Amaro del Capo.

Gusto ben caldo e ben tannico, in sorprendente equilibrio, saporito e senza perdita di freschezza, struttura robusta e finale molto persistente, con chiusura asciutta e pulita, la coesione delle tre fasi degustative è armonica. Punteggio 92/100. (a posteriori un po’ sopravalutato, però non lo si cambia)

Vediamo cosa offre la rete.

86/100 è il punteggio di una degustazione del 1999. Così si legge: profumo grazioso, finale piacevole, gusto non espressamente secco, per quello che costa lo ricomprerò certamente.

87/100 ancora una degustazione del 1999. Profumo di terra, floreale, con fruttato rustico di ciliegia e mirtillo, e una interessante nota finale citrina (?). Buono il corpo, ma non robusto, buona l’acidità e molto piacevole la beva.

90/100 è invece una degustazione del 2012, la cui descrizione è: colore rosso molto scuro, quasi inchiostro, così delizioso con la salsa rossa.

Non è che queste tre degustazioni siano di grande aiuto, però una considerazione la possiamo fare: non sarà mica che questo Savuto s’è fatto con gli anni?

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)