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venerdì 26 luglio 2013 12:15:00

La notizia non è recente, però nemmeno scaduta. Si tratta dell’istituzione da parte del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) della figura dell’Agente vigilatore con qualifica di agente di pubblica sicurezza.

Questo agente dai primi di luglio è stato incaricato di sorvegliare i comportamenti e la gestione di vendita del Prosecco Doc in esercizi come bar, ristoranti ed enoteche. Sarà dotato di poteri di pubblica sicurezza, comprendendo con ciò anche quello di effettuare prelievi. L'agente vigilatore, primo di una serie che sarà definita in seguito, dovrà segnalare alle autorità competenti ogni indizio di illecito, fra i quali, quello di riempire un calice di Prosecco alla spina o da una caraffa e, se da una bottiglia, senza che essa riporti l'etichetta con la dicitura “Prosecco Doc”: tutto ciò è ripreso da trevisotoday.it. Una cosa non siamo riusciti a individuare: chi paga l’Agente? Speriamo che ci sia dietro anche il consorzio di produzione e non le tasse del produttore di Mozzarella e/o di Parmigiano, questi altrettanto molto scopiazzati e falsificati nel mondo.

Prima di questa istituzione, è suonata come una scampanata la lettera che il M5S ha inviato ai sindaci dei 15 comuni del Prosecco inerente la segnalazione dell’aumento dei  tumori del 6,9% registrato della Ulss 7 nella zona del Prosecco.

Sta ai sindaci rispettare il principio di precauzione contenuto nella legislazione italiana (scrive il M5S e riporta trevisotoday.it), principio che obbliga le autorità ad agire nella tutela della salute pubblica, della sicurezza e dell’ambiente.

Il Poliziotto del Prosecco è arrivato dopo la lettera, e non ci sono collegamenti di sorta, anzi è solo una cattiva casualità questa concatenazione di eventi, quindi è opportuno non girarci intorno.

Però l’istituzione del Poliziotto del Prosecco incuriosisce molto in un periodo di spending-review: chissà quanto fake Prosecco c’è in circolazione in Veneto? Noi ci auspichiamo di no e in regresso: e comunque ben venga la salvaguardia.

Forse anche un controllo statale su ciò che accade all’estero sarebbe più efficace e opportuno, soprattutto con tanti vini frizzanti Prosecco Style che sono giunti dall’Australia e dal Brasile invadendo Europa e USA; e per ora il tanto osannato Spritz si continua a fare con qualunque tipo di bianco frizzante che non sia Prosecco (sic!).

O forse non sarebbe opportuno che ci fosse anche qualche poliziotto a controllare le misture alcoliche propinate nei locali notturni della riviera italiana, dove improvvisati e improbabili barman miscelano di tutto e di più, spacciando distillati di dubbia distillazione per nobili spirits.

In Italia si parla giustamente del discorso di bere consapevole, un bell’auspicio non seguito da fatti ma dalle multe. Prevenire è la migliore condizione, prevenzione significa educazione all’alcool (uso e  mai abuso): che si attivi lo Stato nelle scuole a formare i fruitori del domani. Il vino deve restare nel nostro genoma culturale. Cosa ce ne faremmo di un altro “poliziotto” nella posizione sbagliata? La consapevolezza va bene, però da tutte e due le parti.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)