Associazione Italiana Sommelier

 

Una Vitovska aranciata

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martedì 18 giugno 2013 12:30:00

Il nome tradisce origini slovene che lo riconducono a una piccola località chiamata Vitolje. L’uva ha abitato in gran parte il suolo italiano prima che la seconda guerra mondiale definisse un nuovo disegno del territorio triestino e istriano.

Non è quel che si dice un’uva semi aromatica, all’assaggio dell’acino il suo sapore neutro è sorprendente, la polpa è quasi incolore, però masticandola la sua succosità si fa sentire. È una pianta carsica, dalla tempra forte per resistere alla siccità e al freddo dell’inverno, dove la Bora non fa niente per mitigarlo.

Il suo profilo organolettico è descritto con un aspetto cromatico di leggera tinta paglierina, con frequenza offre anche riflessi verdolini. Ha profumo non potente in intensità, semmai sfuggente e segnato da presenza fruttata, dalla pera alla susina bianca, dalla ciliegia bianca alla mela cotogna, il suo floreale ha l’anima del biancospino e la parte vegetale è un po’ amaricante, tanto che molti vi riconoscono la salvia, la foglia del fico e il mallo di mandorla.

La struttura s’imbullona in un sapore più sapido che acidulo, il suo finale di bocca può offrire uno spunto di mandorla bianca.

Qualcuno dice che va bevuto nel primo anno di vita, quindi trovarsi di fronte a una Vitovska del 2004 lascia una scia di dubbiosità.

Il vino è frutto del lavoro di Vodopivec Paolo e Valter in Località Ciolludrozza-Sgonico in provincia di Trieste, l’etichetta riporta la dicitura solo | MM4.

Ci racconta qualcosa della produzione il delegato AIS di Pordenone Pierangelo Dalmas, soffermandosi sul contatto con le bucce, senza uso di anfora.

Questo ci fa drizzare le ciglia olfattive e ancor di più schiarire l’iride perché già si intuisce cosa troveremo nel bicchiere.

Il vino ha un giallo arancio, o meglio un arancio ramato, o forse un color buccia di albicocca matura: anzi sembra la tinta dell’albero di gelso di Van Gogh. Al naso è delicato, ha un flessuoso fruttato, dall’albicocca secca alla nespola, dalla confettura di pera cotogna alla gelatina di mora di gelso, il vegetale ricorda la paglia secca che sta sciogliendosi nel terreno, il finale ha anche un po’ di scorza d’arancio.

Nel palato l’effetto freschezza è sorprendente e inatteso, ha il sapore della prugna gialla, della sorba, poi interviene una netta sapidità e un tono corroborante di calore alcolico per equilibrare la struttura. Nel complesso ha dei profumi di pasticceria, di tortino d’albicocca, di crumble di pere: un gusto fuori dagli schemi.

Piace molto questa Vitovska Solo|MM4 2004 di Vodopivec, è un vino ideale per pasteggiare, ha una tessitura dal volume sottile, per interpretazioni culinarie a base di pesce salsato al pomodoro.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://www.aisitalia.it/una-vitovska-aranciata.aspx