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giovedì 26 marzo 2015 16:30:00

Lo sapevate che 61 milioni di americani non hanno ancora avuto a che fare con il vino o con altre bevande alcoliche? Nooo? Bene, non c’è da preoccuparsi perché si tratta della generazione dei super giovanissimi, neonati inclusi. Per il resto il dato statistico è abbastanza suggestivo, così si evince dai numeri pubblicati dal Wine Market Council nello scorso febbraio a Napa, California.

Prendendo in esame la popolazione dal 1910 al 1994, o giù di lì, si rileva che il 36% è astemia, il 27% sono bevitori occasionali, il 24% non beve vino e il 13% sono persone con una frequenza di beva medio alta, se non alta. Tra i bevitori di vino non si citano i numeri. Comunque il 37% sono considerati frequenti, nel senso che berrebbero spesso durante la settimana oppure giornalmente, il 67% sono invece occasionali. Solo il 19% di coloro che bevono vino lo assumono in modo esclusivo, un altro 19%  beve vino e distillati, ma non birra, il 20% beve vino e birra, ma non distillati, mentre il 42% beve tutto.

C’è anche un excursus generazione nelle interpretazioni delle statistiche di beva, per cui il 12% dei consumatori, molto moderati, di vino sono oltre i 70 anni.  Il 41% appartiene alla classe 1946-1964, il 29% agli anni dal 1977-1994, mentre solo il 18% appartiene alle annate dal 1965 al 1976.

A margine di queste statistiche spicca un bellissimo dato tra i consumatori di vino: 46% uomini e 54% donne. E questo la dice lunga su molte cose che attendono all’ego maschile,

Ma torniamo al sodo! Questo è un dato americano che può far riflettere un po’ tutti, europei inclusi, e cioè che il consumo del vino è aumentato tra i consumatori ad alta frequenza, + 14%, mentre è regredito del 13%  nei consumatori occasionali. Ciò significa che qualche occasione è di certo passata all’alta frequenza, ma non c’è stato ricambio sul gradino sottostante.

Lo studio poi analizza vari aspetti legati alle generazioni, però a noi sembra interessante focalizzare l’attenzione su come agisce colui che consuma con più frequenza il vino, è cioè che lo usa anche tutti i giorni. In questa classe enologica il prezzo del vino acquistato (spesso consumato a casa) oscilla tra i 5$ e i 15$ a bottiglia, con punte occasionali che raggiungono i 20$. Negli stati dell’unione in cui si produce vino questi consumatori consumano e/o hanno consumato vino domestico, con percentuale che oscilla tra il 93% della California, al 64% degli altri stati.

Tornando al prezzo di acquisto, il range è troppo ampio per dare il la ad analisi più articolate, però l’idea che il prezzo medio si sia un po’ spostato verso il basso qualcuno potrebbe anche farsela. In questa forbice commerciale si  incuneano anche i vini provenienti da nazioni estere, per cui è stata stilata una specie di classifica di preferenza nell’acquisto da parte dei consumatori più assidui, e comunque consapevoli.

Al terzo posto si trova l’Australia, con una media del 43% di preferenze. Sughero di bronzo. Al secondo posto si piazza la Francia, con preferenze attestate al 53%. Sughero d’argento. Al primo posto svetta l’Italia, con il 62% di preferenze, e quindi si gode il Sughero d’oro. Ed evitate commenti furbeschi, primi siamo e primi restiamo, per ora!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)