Associazione Italiana Sommelier

 

Valentino Tesi campione del Chianti Classico

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mercoledì 20 febbraio 2019 09:30:00
Congratulazioni Valentino. Sei ufficialmente il vincitore della primissima edizione del Master dedicato al Chianti Classico. Una bella soddisfazione!
 
Una soddisfazione indescrivibile! Per un toscano come me, essere ambasciatore della denominazione Chianti Classico, vino leggenda nel mondo, è un sogno che si avvera.
 
Hai vinto il Trofeo Nazionale del Vermentino nel 2017; nel 2018 ti sei classificato terzo al Concorso Regionale della Toscana e a Merano sei arrivato a un passo dalla fascia di Miglior Sommelier d’Italia. Sembrerebbe che tu non abbia fatto altro che lavorare nel mondo del vino, eppure il tuo lavoro è un altro. Com’è nata questa grande passione?
 
Sì è una curiosità che mi chiedono in tanti. Attualmente sono un bancario ma dedico gran parte del mio tempo all’attività di sommelier - comunicatore. La scintilla scocca quando avevo 19 anni, in un ristorante, con un calice di Brunello di Montalcino. Fu un fulmine a ciel sereno che mi spinse a saperne di più. Poi un Corso di Avvicinamento al Vino AIS, quindi quello di sommelier. La voglia di andare sempre più in profondità mi ha fatto scoprire i concorsi.
 
Sei stato forgiato dal Concorso Nazionale e da anni di esperienza, ma affrontare il gigantesco mondo del Chianti Classico non deve essere stato comunque semplice. Come sei riuscito a prepararti per il concorso?
 
Essere toscano mi ha agevolato. Sono cresciuto con il Chianti Classico intorno: la storia di molte aziende e della denominazione erano già note. Ho cercato di approfondire la conoscenza delle singole sottozone, dei territori, con le varie aziende e i vari stili gustativi dei vini.
 
Il territorio del Chianti Classico è molto variegato. Ci sono zone, magari produttori, di cui ti sei particolarmente appassionato?
 
Esatto, esistono zone anche molto diverse tra loro. Ero già un fan di Radda in Chianti e Lamole ma prepararmi a questo Master mi ha fatto scoprire anche microterritori, vere e proprie isole, come ad esempio Fietri, isolati e circondati da natura selvaggia che mi hanno entusiasmato, sia per il profilo organolettico dei vini sia per la storia.​

Il Consorzio del Chianti Classico lavora in maniera egregia sulla comunicazione. Da sommelier, che suggerimenti avresti per far conoscere ancora di più il marchio del Gallo Nero?
 
Il mio suggerimento è quello di organizzare sempre più degustazioni orizzontali delle varie zone del Chianti Classico. La forza di questa denominazione è la sua estrema variabilità interna, seppur tutto legato dall’elegante rusticità del sangiovese.
 
Tra tutti i vini provati prima e durante il concorso, ci sono dei produttori, e dei vini, che ti hanno particolarmente colpito?
 
La lista dei Chianti Classico che mi hanno impressionato per qualità sarebbe veramente troppo lunga. Studiando, ho riscontrato un livello medio di qualità veramente impressionante, anche per le versioni base.
 
Per i più curiosi. Ti ricordi quali domande ti hanno proposto? Quali abbinamenti sono stati oggetto della prova?
 
Ci sono state domande anche “cattivelle”, come la prima annata di alcuni grandi Chianti Classico, l’anno di fondazione di alcune aziende, quali fossero le “4 viti AIS 2018” tra le Riserve, ma anche domande sulla storia della denominazione, del Consorzio, sui nomi e tipologie dei Chianti Classico più noti. La prova di abbinamento verteva sul Peposo alla fornacina, un “cult” toscano.
 
Qual è il tuo prossimo obiettivo come sommelier AIS?
 
Il mio obiettivo resta la didattica, continuare la strada intrapresa del relatore, la comunicazione è l’aspetto che più mi affascina di questa professione.
 
Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere la strada dei concorsi?
Il mio consiglio è quello di non accontentarsi, di andare in profondità, di essere curiosi, di studiare tanto, di ricreare in allenamento il clima e le situazioni dei concorsi, di divertirsi durante la preparazione e non scoraggiarsi mai, anche davanti ai primi insuccessi, perché lo studio affrontato costituirà un bagaglio per quelli successivi.
 
Gherardo Fabretti
 
© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://www.aisitalia.it/valentino-tesi-campione-del-chianti-classico.aspx