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giovedì 13 giugno 2013 14:00:00

Un po’ di ombra e un po’ di luce caratterizza la produzione 2013 in Australia.

Il tema dell’anno vegetativo sembra essere: vendemmia precocissima e molto corta. La produzione è stata poco abbondante, in parte dovuta al caldo arido nella parte est e alle eccessive potenti piogge a ovest.

I vigneti del Sud, Barossa Valley, Mc Laren Vale e Clare Valley, tanto per fare alcuni esempi, hanno dovuto sopportare una certa siccità, per cui la produzione è stata scarsa, però i vini saranno molto concentrati. Coloro che hanno saputo dosare l’irrigazione non avranno sorprese, l’alcool non volerà agli eccessi e la parte acida si sarà salvata.

Ottime prospettive qualitative sono previste per il Riesling, nel vino rosso le previsioni annunciano un aspetto cromatico molto colorato, un’abbondante complessità di odori, una struttura gusto olfattiva in cui il tannino darà decisamente il suo apporto, seppur non irruento, nella definizione della personalità gustativa.

Si attendono ottimi Shiraz, Cabernet Sauvignon e Grenache noir.

A Victoria, in Yarra Valley e Geelong la vendemmia è iniziata verso il 10 febbraio per le uve da spumante e verso il 15 per quelle destinate a produrre vini fermi.

Dopo due vendemmie segnate dal clima “freddo”, questa stagione calda ha acceso gli animi verso la prospettiva qualitativa, e annichilendoli in fatto di quantità, ben oltre il 30% in meno in alcuni settori.

Lo Shiraz sarà un vero super attore in qualità, in espressione varietale e in potenziale di affinamento, il Cabernet Sauvignon potrebbe presentarsi in una condizione di forma come non si era vista da tempo. Anche il Pinot Nero mostra segnali organolettici molto interessanti, soprattutto per la versione sparkling.

A soffrire saranno un po’ i vini bianchi, si salverà lo Chardonnay, sebbene marcato da un fruttato un po’ maturo, non perderà la sua espressione gustativa di sapidità e il suo elegante finale di aroma alla frutta tropicale.

Margaret River è ormai diventata un segmento a sé stante nel panorama enografico Australiano. Anche qui l’andamento vegetativo è stato contrastato, soprattutto per le uve bianche, e al pari delle altre zone viticole la produzione non è abbondante. Però nel periodo della vendemmia il clima è stato ottimale per cui gli effetti benefici non stenteranno a verificarsi nel futuro vino.

Il Sémillon ha un po’ sofferto, però lo Chardonnay sarà pieno di tutti i suoi preziosi profumi fruttati e floreali, avrà una pienezza di gusto avvolgente e saporita, l’eleganza nella persistenza aromatica intensa non mancherà.

Il Cabernet Sauvignon si presenterà in ottima forma. Avrà un profumo ampio e stimolante, pieno di fruttato e senza l’invasione erbacea, produrrà mineralità e uno spunto balsamico, poi la barrique farà il resto. I tannini si presenteranno “dolci” e succosi, senza l’amaricante e la rugosità di qualche anno addietro. Struttura quindi vigorosa ma non muscolosa. Insomma avrà una bella bevibilità.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)