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giovedì 30 maggio 2013 14:30:00

Ogni tanto la Francia ci sorprende per le intelligenti indagini che sono effettuate sul vino, molto utile a nostro avviso per misurare la febbre al mercato. Per esempio il 10 maggio 2013 l’agenzia Sowine/SSI ha pubblicato i risultati di un’inchiesta effettuata selezionando 1202 persone, età tra i 18 e i 65 anni, e interrogandoli sul loro modo di acquistare il vino. L’idea di fondo era quella di verificare l’influenza delle nuove tecnologie di acquisto sul comportamento del consumatore di vino in Francia.

Secondo i dati pubblicati solo il 10% dei francesi acquista il vino via internet.

L’approccio più problematico per l’acquisto via internet è quello dei neofiti, in quali in assenza di esperienze trovano indispensabile di dover essere un po’ rassicurati prima di passare all’acquisto. I neofiti s’aggirano sul 63% e di questi solo un 14% si affida alle notizie pubblicate in Internet, mentre circa l’80% hanno bisogno di un suggerimento più condiviso.

Rimanendo in tema, gli amatori del vino corrispondono al 35% e i molto esperti sono solo il 2%.

L’indagine non evidenzia un significativo scostamento tra il 2012 e il 2013 nell’uso dei nuovi strumenti tecnologici d’acquisto, tipo smart-phone o tablet, relativamente all’acquisto del vino; invece il mondo dell’informazione a supporto del mercato online  dovrà svilupparsi con più decisione ed essere più mediaticamente incisiva.

Riprendendo i dati pubblicati, ciò che fa riflettere è che l’80% dei consumatori neofiti ha bisogno di un aiuto per acquistare il vino.

A questo punto ci chiediamo quale può essere il modo più indicato per accompagnare l’acquisto online di questi consumatori. Molto credito viene dato allo scambio di opinioni o di idee tra gli amici e i conoscenti, quasi 60%; sono fonte di informazione anche le enoteche, per il 40%, mentre gli esperti professionali si posizionano al 20%.  L’informazione dai produttori è in subordine al 20%, mentre quella in internet non va oltre il 14%.

Il dato va letto non in funzione della scelta, ma della preferenza di indirizzo nella scelta, quindi i neofiti sembrano tenere più in considerazione coloro che appartengono allo stesso loro status di conoscenza, piuttosto che affidarsi in toto al professionista o sfruttare le potenzialità di una rete informativa, che è si bella ma ancora incapace di infondere completa fiducia.

Tornando a quel 10% di acquisti in rete, l’indagine evidenzia che per il 54% preferiscono acquistare il vino dal produttore, il 40% da siti specializzati, il 31% dalle enoteche  online e il 16% alle aste (la somma non fa 100% perché la risposta poteva essere multipla).

Infine i prezzi di acquisto. La fascia di prezzo più sfruttata è quella tra i 5 e i 10€ (48-51%), segue quella fino a 5€ (24%), poi quella tra 11 e 20€ (21-22%), mentre quelli sopra i 20€ si posizionano al 7%.

Per finire, indipendentemente dal tipo di qualificazione degustativa raggiunta o di conoscenza acquisita, un dato ben significativo e curioso è quello relativo alla frequenza di acquisto, intendendo con ciò che non acquistare non vuol dire non bere vino.

Il 12% di questa tipologia di consumatori quasi mai acquista vino, un buon 39% acquista vino qualche volta all’anno, il 36% qualche volta al mese e il 13% più volte a settimana; come già ribadito non c’è correlazione tra non acquisto o acquisto e consumo.

Come si può rilevare le angolazioni di lettura sono svariate, ciò che rimane costante è l’esigenza di una informazione puntuale e facile da intercettare, ma questo aspetto non può essere trasformato in un dato statistico.

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)