Statistiche

  • Interventi (1550)
  • Commenti (0)

Archivi

giovedì 4 ottobre 2018 09:00:00

Secondo la mitologia scandinava, il frassino Yggdrasill ha un bel da fare: coi suoi rami deve tenere in piedi nove mondi; praticamente tutto l'universo. La pianta di vite di Prissiano, una frazione di Tesimo, vicino Merano, non sarà forse stata investita da un compito di analogo peso, ma il suo tronco, i suoi rami ritorti, tesi con vigore, sembrano davvero voler reggere disperati il cielo. Furono forse i signori di Schlandersberg a piantarla, in un periodo non meglio precisato, all'interno del castello di Katzenzungen (letteralmente "lingua di gatto", per la forma analoga delle caditoie) e da allora, coi suoi 32 centimetri di diametro del tronco, ha coperto di verde 300 metri quadri di firmamento. La leggenda la vorrebbe nata nel Quattrocento, e nel 2004 il Centro di Sperimentazione di Laimburg (un polo di eccellenza della viticoltura), grazie a Martin Worbes, direttore dell’International Tree Ring Laboratory di Gottinga, ha fissato una data di nascita da collocarsi, in ogni caso, a oltre 350 anni fa. 

Isolata, solitaria, la schiena adagiata a un muro di sassi e ciottoli, questa vite ha attraversato indenne i secoli, sfuggendo all'epidemia di fillossera della fine dell'Ottocento. Solo al mal dell'esca non è riuscita a scampare, tormentata negli ultimi anni da un'invasione di tenaci funghi che hanno imbrunito una parte della chioma, che in ogni caso squilla ancora di verde tenace. 

Versoaln, questo il nome del vitigno, è un autoctono a bacca bianca dell'Alto Adige. Nome indovinato, il suo: sembra derivi dal tedesco versellen, cioè "assicurare con corde". La principale zona di coltivazione del vitigno, infatti, era la Val Venosta, dove i ripidi declivi costringevano i viticoltori a trasportare le uve vendemmiate tramite cesti e funi. I grappoli, oggi, non hanno più bisogno di cavi e carrucole per essere vinificati: le uve, pencolanti dalla grande pergola, vengono trasformate in vino nella cantina dello stesso Centro di Laimburg. Un centinaio di bottiglie, prodotte ancora oggi ogni anno, sono acquistabili liberamente. Per sapere che gusto abbia, basta fare un salto a Merano il 2 novembre: durante il Congresso Nazionale AIS lo si potrà degustare al Castello Trauttmansdorf, sulle terrazza dedicata all'imperatrice Sissi, per accogliere la quale l'intero edificio fu rimesso a nuovo nel 1870.

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)