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mercoledì 3 agosto 2016 12:00:00

Ogni anno in occasione delle ferie estive la campagna per non abbandonare gli animali domestici, cani e gatti, si fa sempre più insistente e forse convincente, anche perché ciò comporta un reato punibile con l’arresto per un anno o con una multa fino a 10.000 euro.

In virtù di queste nuove virtù acquisite ci sentiamo invitati a rilanciare una notizia proveniente da Denver, Colorato, apparsa a metà luglio su DB.

Un gruppetto di amanti del gatto ha aperto il primo wine-bar popolato da gatti trovatelli: il Denver Cat Bar. Qui si abbina il gatto al vino (ben intenso non si mangia il gatto), l’ingresso è gratuito e mentre si gioca con un micione si può degustare un bicchiere di ottimo vino. Il bar offre anche spuntini, ma in questo caso non è ammesso il contatto con i felini. L’esercizio sta riscuotendo un discreto successo per la presenza di persone che amano i gatti, ma per le ragioni più svariate non riescono a tenerseli in casa. È relativamente facile trovare qualcuno che tiene in collo un gattino maculato sorseggiando uno sparkling prima di andare a cena; ma tutto questo non basta per sostenere a pieno la startup di questa nuova versione eno-gattile, dove peraltro si può anche adottare il micio che ti ha coccolata/coccolato mentre cercavi di catturare l’effetto floreale di un pinot noir dell’Oregon. Il Denver Cat Bar ha lanciato una raccolta fondi online, come fanno i gattili e i canili, per l’autosostentamento, quindi se qualcuno fosse interessato si dia da fare sul web per trovare il sistema di elargire il proprio contributo. Dopo l’odore di foxy (sic) e quello di cane bagnato (bleah), salutiamo con un bel micio-miao questa coraggiosa avventura e attendiamo fiduciosi il buon esito dell’iniziativa.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)