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venerdì 14 dicembre 2018 10:00:00

Il rapporto tra cibo, vino e cinematografia di certo non è una novità. Davanti a una tavola apparecchiata si possono consumarsi serate drammatiche, come quella dei Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, o celebrare inaspettati momenti di gioia, come accadrà ai commensali deliziati dalla cena preparata da una certa Babette Hersant. Qualcuno pensa a organizzare furti (Criminali da strapazzo di Woody Allen), o magari a orchestrare piani omicidi (Ossessione di Luchino Visconti). In alcuni casi ci si riappacifica, superando le divergenze (Mangiare bere uomo donna di Ang Lee), ma in altri la sala di un ristorante diventa il palcoscenico di un regolamento di conti destinato a concludersi senza Happy End, come nell'ultimo film di Michael Haneke. Noi abbiamo deciso di spingerci un po' più in là, e, complice la recente uscita dell'edizione 2019 della Guida Vitae, ci siamo chiesti quanti piatti, tra quelli consigliati in abbinamento, avessero già trovato posto nel mondo del cinema mondiale. Ve ne proponiamo dieci, e lasciamo ai soci più cinefili il compito di scovarne, e proporcene, altri.

 

Chef - Jon Favreau (2014)

 

Carl Casper fa lo chef, anzi, faceva: un noto critico gastronomico gli stronca il menu, e il carattere di Casper gli stronca la carriera. Aprirà un chiosco itinerante di panini cubani, aiutato dal figlio Percy, un ragazzino di 10 anni che grazie ai social network sancirà il successo della piccola camionetta. Noi vogliamo ricordarlo per la scena del perfetto toast al formaggio, così efficace da far venire voglia di pane e cheddar anche a chi nella vita preferirebbe masticare il copertone di un camion. Non abbiamo trovato toast, ma siamo convinti che il Virtus Brut 2013 di Vigne Olcru (PV), un bianco Metodo Classico da pinot nero (85%) e chardonnay (15%) stia benone, così come con la torta salata con zucchine e formaggio vaccino indicata in guida.

 

Ratatouille - Brad Bird e Jan Pinkava (2007)

 

Anche Anton Ego è un critico cattivone, eppure, basta un assaggio di quella ratatouille, cucinata dal talentuoso topolino Rémy, perché ritorni il bambino di un tempo, vezzeggiato dall'affetto di una madre pronta a dimostrargli amore incondizionato, dopo una rovinosa caduta in bicicletta, con un piatto di quelle deliziose verdure stufate. In guida l'abbiamo abbinata a un Etna Bianco Monte Gorna 2014 di Cantine Nicosia, forse più adatto di quel grandioso Cheval Blanc 1947 ordinato dal gastronomo senza sapere cosa sarebbe arrivato in tavola.

 

In the mood for love - Wong Kar-wai (2000)

 

La signora Chow e il signor Chan si sono trasferiti lo stesso giorno in due appartamenti vicini, a Hong Kong, e poco dopo scopriranno della relazione segreta tra i rispettivi coniugi. Gli renderanno la pariglia nella maniera più proverbiale? Mentre ci pensano su, consumeranno lunghe serate a cena, al ristorante, o in camera, con un piatto di noodles che qui abbiamo voluto avvicinare agli spaghetti al granchio reale che accompagnano in guida il Collio Pinot Bianco 2017 da quattro Viti della friulana cantina Toros.

 

Couscous - Abdellatif Kechiche (2007)

 

Slimane è un maghrebino di sessant'anni. Faceva il manovale portuale, in Francia, ma dopo essersi visto dimezzato l'orario di lavoro decide di mollare tutto e aprire un ristorante di couscous su una barca, affidandosi al talento della ex moglie per convincere, con una cena dimostrativa, i vari funzionari comunali responsabili dell'approvazione del suo progetto. Non tutto andrà per il verso giusto, ma se così non fosse stato, magari Slimane avrebbe stappato una bottiglia di Terre del Colleoni Spumante Brut Blanc de Blanc Petra Aeterna 2011, un 100% chardonnay prodotto a Bergamo dalla cantina La Rocchetta - Podere Castel Merlo, come consigliano i degustatori lombardi.

 

Big Night - Stanley Tucci e Campbell Scott (1996)

 

Lui fa lo chef, il fratello il maître. Sono emigrati dall'Abruzzo all'East Coast per aprire un ristorante, ma se lo chef è molto legato alla tradizione di casa, e si rifiuta di cucinare gli obbrobri richiesti dalla clientela (gli spaghetti a volte amano stare da soli, dice a un cliente che chiede di poterli accompagnare alla pizza), il maître cerca di assecondare i pochi avventori, di solito malavitosi. Tra urla e crisi, faranno pace seduti in cucina, mangiando pane e frittata, magari da accompagnare al Riviera Ligure di Ponente Pigato 2017 di A Maccia.

 

Il Padrino - Francis Ford Coppola (1972)

 

Peter Clemenza è uno tutto lavoro e famiglia: "a pistola lasciala, pigliami i cannoli", rivolto a Rocco Lampone dopo l'omicidio di Paulie Gatto, è diventata tra le frasi più note del cinema di Hollywood, e la dice lunga sull'attaccamento di Peter ai consueti rituali domenicali. Unanimemente riconosciuto come il cuoco della famiglia Corleone, Peter ricorda al giovane Michael l'importanza di saper maneggiare pentole e padelle, perché "non si può mai sapere: un giorno potresti dover cucinare per venti ragazzi", e allora che si fa? Nasce così la lezione di cucina sugli spaghetti al ragù di salsiccia, un condimento che ci sembra giusto avvicinare al Dolcetto d'Alba Barturot 2016 di Ca' Viola.

 

Soul Kitchen - Fatih Akin (2010)

 

Mettete assieme un immigrato greco ad Amburgo, proprietario di un malandato ristorante nel quartiere di Wilhelmsburg e uno chef geniale ma un po' troppo ligio ai princìpi della buona cucina, appena licenziato da un ristorante di lusso per avere pestato un cliente che aveva chiesto di riscaldare un gazpacho, e comincerete ad avere un'idea di cosa sia questo divertentissimo film. Basta poi dare un'occhiata ai piatti del menu per capire quanto facciano il verso a certi roboanti nomi scelti da certi noti chef internazionali: Zuppa del maestro dell’agopuntura, o Festosa schiuma di Venere su di un letto di soul uva passa. Noi abbiamo una certa passione per i Fagottini dello spaccaossa con salsa allo yogurt, che ci ricordano un po' lo stufato di agnello e salsa greca allo yogurt con cui abbiamo abbinato in guida il Banditone 2014, un syrah in purezza della cantina di Montalcino Máté

 

Lo chiamavano Trinità - E. B. Clucher (1970) 

 

Quando si parla della coppia Bud Spencer - Terence Hill non c'è piatto più rappresentativo dei fagioli, ospitati generosamente in tanti film, a partire dal primo da protagonisti assoluti, quel Lo chiamavano Trinità che li consacrerà per sempre al grande pubblico. Accoppiati con le salsicce o in purezza, consumati "nella migliore mangiatoia di tutto lo stato" o in mezzo al deserto, buonissimi o da fare schifo, sono loro il carburante delle innumerevoli scazzottate, e a volte persino la causa prima. Eletti, coi decenni, a vera e propria ricetta, col nome di fagioli del peone, sono quasi sempre a base di cannellini, la stessa varietà affiancata in guida al Savuto Rosso Mute 2016 della calabrese Le Moire.

 

Pranzo di ferragosto - Gianni Di Gregorio (2008)

 

Il povero Gianni ha cinquant'anni. Oberato di debiti, figlio unico di una nobildonna decaduta e un po’ rompiscatole, pur di sopravvivere, riduce la casa a un ospizio estivo, con tre nonnine appioppategli dall'amministratore di condominio e da un amico. Tra un brindisi e l’altro, Gianni finirà per apprezzare quel curioso ferragosto passato tra la calura e il silenzio di una capitale deserta, complice la buonissima pasta al forno cucinata dalla splendida signora Maria. Al posto dello Chablis del film, ci piace immaginare quella pasta abbinata al Nero d'Avola Aynat 2014 di CVA Canicattì, così come hanno fatto i nostri colleghi siciliani.

 

Miseria e nobiltà - Mario Mattoli (1954)

 

Il gelato nella Napoli popolare del 1890? Un lusso! Di più, un miraggio! Eppure Felice Sciosciammocca e il fotografo Pasquale ne consumano a volontà, e con fare poco nobiliare, nei rispettivi panni del principe di Casador e del marchese Ottavio. Anche l'abbinamento tra vino e gelato per un certo periodo è stato considerato alla stregua di una visione, ma poi le cose sono cambiate. In Friuli, ad esempio, stemperato dalla tartelletta di pastafrolla, il gelato gianduia, pesche e zafferano si abbina al Sognare 2016, un passito da verduzzo friulano (70%) e picolit (30%) della cantina Genio.  

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)