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mercoledì 24 luglio 2013 10:45:00

La religione Voodoo è complicata da definire per noi occidentali, ha sfaccettature molteplici e alcune anche un po’ controverse per la nostra frontiera culturale; è comunque una religione capace di portare un’energia spirituale ai suoi seguaci. L’origine è africana, e s’è sviluppata e reinterpretata attraverso la cultura religiosa afro-americana all’interno delle aree geografiche a lingua francese, spagnola e creola.

La parola Voodoo è stata abbinata al concetto di biodinamica e di organic dal Signor Pontallier a Bordeaux nel trascorso mese di aprile. Di preciso ha detto: il Voodoo porterà qualcosa di extra al vino.

Forse il tutto sarebbe passato inosservato se Pontallier, anziché essere il direttore di Château Margaux, fosse stato un vignaiolo della Louisiana che coltiva l’ibrido Blanc du Bois.

Cosa stia passando per la mente di Pontallier è impossibile saperlo, però l’accostamento tra religione, biodinamica e organic è alquanto eloquente, e non sembra sia da intendersi come sacrificio per raggiungere o preservare uno scopo o una meta, bensì come senso o spirito del credere in un futuro benevolo, in questo caso sotto il cappello della naturalità della coltivazione

Il concetto di naturalità in vigna è diventato, dal 2012, una mission per il management di Margaux,  la conversione è già in atto per i vigneti destinati a produrre il primo vino.

Attualmente non lo sono completamente, infatti nel 2012 partirono per attuare la conduzione naturale, poi alla fine dovettero intervenire per salvare il pargolo. Margaux non vuole diventare certificato come organic, e non vuole perdere produzione, così se tutto va per il meglio lo si lascia andare, ma appena il rischio si fa tangibile interverranno, anche di  brutto.

La filosofia Margaux è sì fondata sull’altissima qualità, ma anche sulla pragmaticità per evitare débâcle di vendite.

Quindi la filosofia futura sarà basata sul non intervento fino a quando il rischio in vigna non sarà così pericoloso da produrre del danno.

Poi nel futuro di Margaux, oltre all’organic, c’è un altro vino. Chiaramente il Voodoo non c’entra. Si tratta di un nuovo rosso: Margaux de Château Margaux.

L’annata è il 2009, una vendemmia in cui la qualità delle uve era così alta che sembrava sprecato convogliarlo nel secondo vino Pavillon du Margaux: così è stato creato un prodotto all’uopo. Per evitare altri scossoni di prezzo, visto che il 2012 di Château Margaux è quotato il 33% in meno del 2011, nonostante i 93-96/100 di WS, il nuovo Margaux de Château Margaux non è passato per la trafile della vendita en primeur.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)